Dieselgate: anche in Giappone partono i controlli

Auto Giappone

Dieselgate - Lo scandalo sulle emissioni ha assunto rapidamente importanza globale. Dopo America ed Europa ora anche il Giappone ha iniziato ad indagare sui presunti eccessi di emissione delle automobili a gasolio. Questa volta però l'imputata non è unicamnte Volkswagen: il Governo giapponese ha ordinato di effettuare dei controlli su tutte le vetture diesel, così da verificarne le effettive emissioni. Oltre a questo il Ministero dei Trasporti giapponese sta valutando una possibile modifica dei metodi di controllo dei gas di scarico dei motori diesel che però rappresentano solo una minima parte del mercato automobilistico interno, storicamente dominato dalle auto a benzina.

I controlli saranno effettuati su vetture di molti marchi, anche locali, come ad esempio Mitsubishi, Honda, Nissan, Toyota e Mazda. Quest'ultima è, tra le altre cose, in testa alle classifiche delle vendite di auto a gasolio in Giappone. Proprio Mazda ha però ufficializzato che ogni auto a benzina o gasolio prodotta rientra interamente nei limiti di emissioni imposti dalla legge. Mitsubishi ha già comunicato che invierà i risultati dei test nei prossimi giorni mentre, per il momento, sembra che Nissan e Toyota non abbiano diramato comunicazioni ufficiali.

Come il Giappone anche la Corea del Sud ha iniziato ad investigare sull'effettiva regolarità omologativa delle vetture a gasolio, ma l'Europa di certo non sta a guardare: i controlli sono già scattati in molti stati, tra cui Francia e Regno Unito. Il caso giapponese è però sicuramente il più singolare. Volkswagen non importa ufficialmente auto a gasolio in Giappone ma alcuni acquirenti sono riusciti ad acquistare circa 230 auto tra Volkswagen e Audi con motori TDI dal 2008 ad oggi. Nonostante questo Volkswagen si è affermata lo scorso anno come costruttore estero con la maggior quota di mercato in Giappone.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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