Niente aggravante se si rifiuta l'alcol test

Un ulteriore chiarimento verrà fornito il 29 ottobre, quando il tema sarà affrontato dalle Sezioni unite.

Un test dell'alcol negli Stati Uniti

La Quarta sezione penale della Cassazione ha stabilito che non rappresenta un’aggravante il rifiuto di sottoporsi all’alcol test, formulando una sentenza benevola nei confronti degli automobilisti e contraddicendo – così leggiamo su Il Sole 24 Ore – i propri precedenti. Sulla materia è di competenza l’articolo 186 del Codice della Strada. Questo stabilisce che

in caso di rifiuto dell'accertamento […], il conducente è punito con le pene di cui al comma 2, lettera c). La condanna per il reato […] comporta la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo da sei mesi a due anni e della confisca del veicolo con le stesse modalità e procedure previste dal comma 2, lettera c), salvo che il veicolo appartenga a persona estranea alla violazione

A sua volta il comma 2, lettera c prevede che l’automobilista sorpreso a guidare in stato d’ebbrezza venga punito

con l'ammenda da euro 1.500 a euro 6.000, l'arresto da sei mesi ad un anno, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro g/l). All'accertamento del reato consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni. Se il veicolo appartiene a persona estranea al reato, la durata della sospensione della patente è raddoppiata

Chi non vuole sottoporsi agli accertamenti viene dunque punito con la sanzione più severa. Ma non con le aggravanti previste nei confronti di chi provoca un incidente, ovvero il raddoppio del periodo di sospensione della patente e l’inapplicabilità della conversione della pena in lavoro di pubblica utilità.

In precedenza la Quarta sezione – qui la materia inizia a diventare più ingarbugliata – riteneva che l’articolo 186 comma 7 (quello sul rifiuto di sottoporsi alle analisi) rinviasse alla lettera c del comma 2 (quello con le sanzioni più pesanti), il quale a sua volta rinvia al comma 2-bis (quello sulle aggravanti per chi causa un incidente). L’ultima sentenza della corte ha stabilito che quest’ultimo rinvio non va esteso a ritroso al comma 7.

Ricapitolando: i giudici hanno eliminato l’ultimo rinvio, che di fatto collega l’automobilista contrario al test alle aggravanti per chi commette un incidente. La differenza di interpretazione può essere spiegata – leggiamo ancora su Il Sole –dal cambio dei giudici che compongono la sezione.

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