Uber Smart Routes: quasi un servizio bus

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Mentre in Italia si discute se Uber si o Uber no, a San Francisco Uber studia nuove soluzioni per abbassare i prezzi degli spostamenti. L'idea non è nuova, ma potrebbe essere il classico uovo di Colombo, almeno negli Stati Uniti. Il concetto è semplice: se all'interno di un'area ci sono percorsi più utilizzati, avvicinandosi a questi si spenderà meno.

Il risultato è un ibrido tra taxi e servizio bus. Come si vede nell'immagine di Tech Crunch l'app segnala che esiste una "smart route" che permette il risparmio di un dollaro sulla tariffa normale. La vettura non verrà più presso la località nella quale ci si trova, ma dovrà essere l'utente a spostarsi verso il percorso nel quale non ci sono fermate vere e proprie. Un risparmio sia per gli utenti, sia per gli autisti.

Immaginiamo uno scenario nel quale al posto delle automobili ci siano furgoni o minibus a coprire le "Smart Routes". In Italia potrebbero i privati sostituire le inefficienti e (quasi) sempre indebitate aziende del trasporto pubblico? Magari, perchè no, incentivando seriamente il sistema. In fin dei conti a Marzo la sola ATAC di Roma aveva debiti per quasi 430 milioni di euro, fornendo un servizio pessimo. Non è utopia pensare che un privato possa fare meglio?

Da noi al momento il discorso viene sempre ridotto unicamente alla "legalità del servizio", una questione che infiamma i contendenti e che può far perdere di vista il buono che c'è nella tecnologia e nel concetto di "sharing". Un peccato, perchè allagare gli orizzonti non può che far bene a tutti.

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