Gp Belgio F1 2015 - Dominio Hamilton, 'J'accuse' Vettel, ma Pirelli si difende

L'inglese tra le Ardenne non ha rivali. Per Maranello la beffa di un podio sfumato

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Undici, come i chilometri mancanti alla bandiera a scacchi. Lo scoppio con i detriti che volano fino in cielo. Ha il sapore della beffa il novecentesimo gran premio della storia di casa Ferrari. Lì tra le Ardenne, al dominio - scontato - delle frecce d'argento di casa Mercedes, si contrappone la beffa in salsa rossa. Ed a far festa vi è la Lotus. Serviva visibilità alla squadra di Enstone, che da un paio di gran premi sente la tagliola dell'ufficiale giudiziario sulla propria testa, come una spada di Damocle. Ultimo 'creditore'? L'ex terzo pilota Pic.

Il podio di Grosjean è importante. Offre un pò di respiro ad un team in crisi finanziaria che sta cercando con tutte le sue forze di vendersi alla Renault. Anche perchè, il circus iridato non può permettersi un sequestro dei bilici di una squadra che nel passato è stata in grado di vincere, sopratutto in questo periodo di crisi - anche - mediatica. Un podio meritato con un pizzico di fortuna.

E se di Dea Bendata si parla, probabilmente Sebastian Vettel dovrà ringraziare qualcuno dall'alto per quanto accaduto a due giri dal termine. Perchè lo scoppio è avvenuto cinquecento metri dopo la depressione e la salita dell'Eau Ruge, all'inizio del rettilineo del Kemmel. Fosse accaduto prima, la Ferrari del tedesco sarebbe sicuramente andata a muro a 300 km/h.

da qui lo J'Accuse alla Pirelli, visto quanto accaduto venerdi con la Mercedes di Rosberg. Un evento è un caso, due eventi possono diventare una pericolosa coincidenza.

La campana autorevole di Paul Hembery parla di situazioni differenti. Per Rosberg si trattò di un taglio evidentemente dovuto ad un detrito, per Sebastian Vettel si tratta di usura. Trattasi dunque di accusa rispedita al mittente: la Ferrari ha osato un pò troppo? Forse, ma i coni d'ombra continuano ad esser evidenti. Anche perchè la gomma di Vettel è letteralmente esplosa lanciando a diversi metri d'altezza pezzi di pneumatico, come hanno potuto vedere gli spettatori posti sulla collina del Kemmel. Non si è semplicemente sfaldata, nè è collassata per una foratura.

Vettel era semplicemente furioso in parco chiuso “Se questo problema fosse accaduto 200 metri prima non sarei qui a rispondere alle domande. Se ascoltiamo le scuse, come detriti o uscite di pista, sono tutte cavolate. Io non sono uscito di pista, non c’è nessuna spiegazione. Non è stata proprio una foratura, la gomma è esplosa. Un enorme guasto che non dovrebbe succedere, senza nessun avvertimento


La questione è aperta. A Maranello hanno cercato di pescare il Jolly con una sola sosta e sfruttare le gomme per 28 passaggi contro la media di 20 per gli altri protagonisti. Ma quegli undici chilometri hanno tramutato un capolavoro di strategia in una beffa. Il Jolly da pescare si è rivoltato contro.

Anche se, a sentire Arrivabene di Jolly non si è trattato, avendo pensato e basato sull'analisi dei dati una strategia comunque rischiosa. A cosa servirebbe altrimenti un team di ingegneri apposito che da Maranello gestisce e interpola ogni dato sensibile?


Il cronometro non aveva dato alcun segnale su di un cedimento della posteriore destra. Una dinamica estremamente simile a quanto accaduto il venerdi sulla Mercedes di Nico. L'analisi da parte di Pirelli era stata accurata. Forse però, servirà un supplemento approfondito. Anche perchè Michelin bussa da tempo alla porta di Patron Bernie Ecclestone per un ritorno nel circus iridato.

In mezzo a questo bailamme, passa quasi in secondo piano il dominio netto, indissolubile e incontrastato della Mercedes e di Lewis Hamilton. Semplicemente perfetto l'inglese, che continua nella sua cavalcata verso la conquista del suo terzo mondiale.

Non poteva essere altrimenti a Spa-Francorchamps, università del motorsport dove le doti motoristiche e telaistiche vengono esaltate. Affermazione numero 39 per Hamilton, a meno due dal suo idolo Senna, con cui - senza voler fare paragoni - spesse volte in 'gioventù' ha condiviso caratteristiche di aggressività, velocità estrema e sorpassi duri.

Il Lewis di oggi però sembra quasi un Giano Bifronte. Non ha perso il suo istinto, ma ragiona di più, oltre ad avere doti di gran passista alla Prost. E con un Hamilton cosi, il mondiale sembrerebbe già chiuso.

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