Spino d’Adda: le lucciole dovranno vestire il giubbino catarinfrangente

Il sindaco vuole far coprire le donne per renderle meno attraenti verso il cliente.

Una prostituta su strada

L’amministrazione comunale di Spino d’Adda (Cremona) ha introdotto un’ordinanza del tutto singolare per circoscrivere il fenomeno della prostituzione: le lucciole dovranno vestire il giubbino catarifrangente e non potranno indossare minigonne, pena una multa di 500 euro e la segnalazione alla Procura in caso di recidiva (due violazioni in sei mesi). Il provvedimento sarà presto inviato al capitano dei Carabinieri di Crema ed al prefetto, a cui spetta il compito di fornire l’ok definitivo.

Vogliamo dare un nuovo strumento alle Forze dell’Ordine per debellare il fenomeno della prostituzionecommenta il sindaco Paolo Riccaboni –. Il provvedimento impone l’obbligo del giubbotto catarifrangente per tutta la giornata e dei pantaloni dalle 18 alle 8 della mattina. L’idea è che quelle donne si coprano così hanno meno possibilità di attirare il cliente e allo stesso tempo possono essere ben visibili alle Forze dell’Ordine”.

L’obbligo verrà introdotto solamente nelle strade provinciali. La novità non trova concorde Giancarlo Carraro, capitano dei carabinieri di Crema, secondo cui “per poter fare un provvedimento di questo tipo ci devono essere presupposti validi che in questo momento, a mio avviso, non sussistono”. Carraro si riferisce all’esempio di San Genesio, nelle vicinanze, dove però “un’ordinanza simile si riferiva a fatti gravi che riguardavano quel contesto. Nella nostra zona il fenomeno è contenuto: non ci sono atti di violenza contro le prostitute o episodi di donne investite”.

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