Aston Martin conferma la Rapide elettrica

La DBX sarà un modello di particolare significato, in quanto cardine del futuro programma di espansione.

Il principe Harri guida la Rapide

Aston Martin lancerà sul mercato entro due anni una variante elettrica dell’ammiraglia Rapide. Lo ha confermato Andy Palmer, numero uno della casa inglese, secondo cui la berlina avrà trazione integrale, una potenza di circa 800 CV ed oltrepasserà i 300 chilometri di autonomia. “Se vuoi continuare a produrre motori V12, allora dovrai realizzare qualcosa di opposto – l’opinione di Palmer –. Tesla ha dimostrato che vi è lo spazio per mettere in commercio una berlina elettrica di altissima gamma”.

Il manager si riferisce alla più cara fra le Model S oggi disponibili (la P90D costa 142.000 dollari), e lascia intendere come oltreoceano la Rapide elettrica possa sfiorare i 250.000 dollari. Palmer non ritiene poi necessaria una modalità Ludicrous. “Percorrere qualche giro del Nurburgring è sicuramente più interessante che non viaggiare per 500 metri in modalità Ludicrous”. Dall’intervista emerge poi che le batterie verranno fornite da LG o Panasonic, che la produzione sarà limitata a circa 1.000 unità l’anno e che nessun elemento verrà utilizzato da Mercedes, azienda che detiene il 5% delle azioni di Aston Martin.

Palmer si è poi spinto oltre ed ha parlato del crossover DBX, esposto durante lo scorso salone di Ginevra e modello cardine nel futuro dell’azienda: la casa di Gaydon vuole raddoppiare il numero di unità vendute (passando dalle 3.400 del 2014 alle 7.000) e raggiungerà quest’obbiettivo grazie a tre modelli di particolare significato, ovvero la nuova DB9 (attesa nel 2016), la DBX e la Lagonda.

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: