Uber punta sulla sicurezza: quadruplicati gli impiegati

La divisione passerà da 25 a 100 dipendenti, per difendersi da possibili attacchi informatici ed aumentare i controlli

Uber

Uber – Da quando ha iniziato ad operare, Uber è stato sempre al centro delle polemiche e di azioni legali, soprattutto a causa dei contrasti con i tassisti e la presunta “concorrenza sleale”. Anche il tema sicurezza, però, è stato toccato più volte e la società americana ha voluto dare una svolta su questo punto: ha quadruplicato il team appositamente dedicato.

Come riportato dal Financial Times, la divisione, con a capo Joe Sullivan, passerà da 25 a 100 dipendenti, che si occuperanno esclusivamente della cyber security. Non solo la protezione dei dati e la prevenzione di possibili attacchi hacker, ma anche l’aumento delle verifiche sull’identità dei conducenti, per garantire la sicurezza fisica dei passeggeri.

Lo scorso febbraio circa 50mila profili di driver sono stati violati, mettendone a rischio l’incolumità, visto le proteste anche violente accadute nei mesi scorsi. A Nuova Dehli, invece, un autista è stato accusato di aver violentato una cliente. Danni importanti per la società americana, a livello di immagine e non solo, che ora Uber vuole rendere praticamente impossibili.

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