Mercato Europa positivo: cosa c'è dietro ai numeri

Il mercato è andato meglio delle aspettative: perchè?

Non se lo aspettavano neppure gli analisti più scaltri che avevano ipotizzato un incremento della vendite non superiore al 6%: l’Europa dell’auto invece ha chiuso il bilancio del primo semestre con una crescita consolidata dell’8,2% pari a 7.414.958 immatricolazioni, 561.819 nuove auto in più rispetto allo scorso anno.

Il colpo di coda lo ha dato proprio l’ultimo mese di Giugno con una spinta in alto del 15,2%, l’incremento più alto registrato negli ultimi cinque anni raggiunto con una progressiva ascesa già da Gennaio e con un solo “inciampo” in Maggio largamente recuperato il mese scorso. Di questo passo, in linea teorica, l’anno potrebbe guadagnare un milione abbondante di unità rispetto ai 13 milioni del 2014 ma l’Acea, l’associazione dei costruttori europei che ha appena diramato i dati consuntivi al 30 giugno, si mantiene comunque su previsioni prudenziali, nell’ordine di un +5% che in ogni caso porterebbe a un totale finale di circa 13,7 milioni di immatricolazioni. In un modo o nell’altro la tappa dei 14 milioni non è lontana.

Bene, benissimo, anzi scarsi…


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Fin qui i numeri che, come sempre, possono essere valutati e interpretati in modi anche diametralmente opposti. C’è già chi si è sbilanciato in positivo con il classico “Vola il mercato europeo” e chi invece vede le stesse cifre come il segnale di una “debole ripresa” pensando forse ad anni ormai lontani senza considerare la realtà concreta che si nasconde dietro le cifre.

Merita quindi ricordare una volta di più che i 16 milioni di vendite europee del 2007, come i 2,4 milioni solo in Italia, sono una storia passata e archiviata e che meno di due anni fa, a fine 2013, il mercato continentale (UE) era sceso a quota 12,3 milioni. In questo senso il recupero appena descritto non è di certo così irrilevante anche se il “volo” appare come una semplice estrapolazione concettuale.

Grandi e piccoli mercati, tutti in crescita


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I diffusi e variegati problemi politici ed economici dell’area europea sono ben noti e il solo scoprire dai dati ufficiali di giugno quel segno “più” equamente spalmato su quasi tutti i 28 Paesi UE compresa la zona dell’Efta rappresenta la “notizia” più attesa.

Se il 96% del mercato europeo è cresciuto a doppia cifra, come ricorda anche l’Unrae, segnalando una buona andatura parallela comune ai grandi mercati e a quelli fisiologicamente più piccoli: vuol dire che il processo di ripresa è in atto dopo un drammatico arretramento generalizzato. Un risultato che appare tanto più positivo considerando che molti problemi di fondo, come la sovracapacità produttiva e gran parte delle politiche fiscali non sono cambiate di molto, a cominciare proprio dalla nostra Italia. Il che, e anche questo non va dimenticato, comporta uno sforzo non indifferente da parte dei complessi industriali in termini di ridotti margini di profitto salvaguardando al meglio anche l’occupazione.

Sconti e tecnologia le armi migliori


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E, a proposito dei costruttori, basta un’occhiata veloce all’andamento dei singoli marchi e gruppi per verificare anche l’altrettanto diffuso contributo di tutti al rilancio. Merito, naturalmente, delle politiche commerciali (sconti nell’ordine del 12% sui listini) in costante adeguamento alla domanda insieme al forte rinnovamento dei modelli, dal design alle più sofisticate tecnologie che hanno consentito forti riduzione dei consumi e ulteriore miglioramento delle prestazioni.

Così, a fronte del 14,8% di crescita globale in giugno, spiccano non pochi casi di andamenti anche superiori: solo nel gruppo capolista VW, all’interno del +17,2% si arriva fino al +26% della Porsche, dal +18% della marca Volkswagen con la sola Seat “ferma” al +12% con Audi e Skoda sopra il 17%.

FCA mostra i muscoli (della Jeep)


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Dal punto di vista della crescita percentuale, FCA rivendica con forza il proprio record a +17,7% ottenuto con l’aiuto di Jeep quantunque in sesta posizione per volumi (87.438) mentre la Ford da sola è attestata al +16%, terza marca assoluta dietro VW e a ridosso di Renault che tuttavia come marca e come gruppo viaggia sul +5% in terza posizione, di un soffio dietro PSA che cresce però del 12,8%.

Bene anche la marche di lusso Mercedes, Bmw e Jaguar tutte molto al di sopra della media mentre va segnalato anche il +23,3% di Nissan e il +18,8% di Mazda in piena fase di espansione. Più stabile Toyota con il suo +10%. Difficile trovare un segno meno: a parte Alfa Romeo e Lancia la palma è di Honda in calo del 7,4% e ultima della classifica con un vendita media mensile di 10.000 unità in tutta Europa. E non certo per colpa dei modelli.

Foto credit Zoe Epsos Martin Abegglen

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