Nuova Seat Alhambra: primo contatto

Pochi combiamenti fuori; tante novità sotto pelle: ecco come va la rinnovata Seat Alhambra.

Qualche anno fa esistevano le Seat “brutte e sfigate”, cugine senza troppe pretese dei corrispettivi modelli Volkswagen. Ora la musica è cambiata: il gruppo tedesco sta donando una connotazione completamente diversa al marchio iberico, basata su sportività e massimizzazione del rapporto qualità-tecnologia/prezzo. Su questa scia è nata l’ultima edizione dell’ apprezzata Leon (e le sue derivazioni) e nel 2016 debutterà la nuova SUV, che promette di dare una decisa spinta alle vendite. Queste ultime, peraltro, vanno a gonfie vele anche in sua assenza: nel primo semestre 2015 Seat è cresciuta del +8.2% a livello europeo; ma in Italia si viaggia sul +31%, con 8.767 immatricolazioni. Segni evidenti che la ricetta funziona e che, in un mercato sempre più smaliziato, anche brand meno “sensuali” possono fare numeri di tutto rispetto.

In questo contesto Seat introduce la rinnovata Alhambra: rispetto al modello del 2010 cambia pochissimo in termini di stile; sono invece tante le novità che il “MY2015” della spagnola introduce sotto la carrozzeria. In primis i nuovi motori turbodiesel Euro6, con consumi ridotti fino al 15% (il medio della versione più gettonata è di 5l/100 km, con emissioni di 131 g/km di CO2); poi ci sono i nuovi sistemi per l’ausilio alla guida e per l’infotainment. In Italia la vettura sarà disponibile da settembre con una gamma razionalizzata e basata sull’aggiornato 2.0 TDI di mamma VW, offerto in 3 livelli di potenza (115, 150 e 184 CV) ed abbinabile al cambio automatico doppia frizione DSG o alla trazione integrale “4Drive”. Due gli allestimenti, “Style” e “Advance”, con prezzi a partire da 34.300 euro.

Impressioni di guida

[rating title=”VOTO” value=”8″ value_title=”prima impressione” layout=”left”] Fa effetto notare la presenza delle sospensioni regolabili elettronicamente (le “DCC”, optional a poco più di 1000 euro) su una monovolume; ma sono accessori come questo, come i vetri oscurati o il tetto panorama in cristallo (fra i più scelti dalla clientela italiana) che “danno il metro” delle ambizioni di un prodotto. Non è un caso che col MY2015 la Alhambra dica addio all’allestimento base “Reference” per accontentare una clientela sempre più viziata (di cui il 70% “business”); ciò si traduce in “sciccherie” come la selleria in pelle, le modanature a motivo CFRP o i cerchi da ’18.

A bordo della Alhambra i punti di forza sono lo spazio, la capacità di carico (il vano bagagli arriva fino ad un volume di 2.430 litri) e la flessibilità dell’abitacolo a 7 posti: caratteristiche che permettono all’auto di trasformarsi in uno strumento di lavoro in pochi istanti. La qualità di materiali, assemblaggi, verniciatura e guarnizioni è la medesima della Volkswagen Sharan, sorella “snob” della Alhambra: a parità di allestimento, fra le due ballano diverse migliaia di euro in favore della Seat; un divario di prezzo che diventa ancora più grande se si arricchiscono le 2 auto con le corrispondenti opzioni a catalogo. Tutto ciò a parità di telaio e meccanica, off course: chi può capisca…

In marcia si apprezza la posizione di guida rilassante e la comodità dei sedili. Il motore da 184 CV ed il DSG svolgono bene il loro lavoro: il TDI dà il meglio di sé fra i 2000 ed i 4000 rpm, allungando fino ai 5000; ma è meno convincente ai bassi, dove il fratello minore da 150 Cv risulta più pronto e coerente con la filosofia dell’auto, scontando tuttavia una minore determinazione nella parte alta del contagiri. Entrambe le unità alzano la voce sopra i 3000 rpm, senza però compromettere il discreto comfort acustico generale; molto buono anche il contenimento dei fruscii aerodinamici.

Cambio DSG ineccepibile ed assolutamente consigliato, anche perché la frizione del 2.0 TDI non è propriamente una piuma. Lo sterzo presenta una generosa zona morta centrale e non è un campione di reattività; è in linea col pedale del freno, leggermente vuoto nei primi centimetri di corsa; ma va bene così vista la natura della Alhambra. Fra le curve l’habitus di questa MPV è inevitabilmente turistico: non è tanto una questione di assetto, ben sostenuto in termini di rollio e beccheggio (specie con l’impostazione più sportiva del DCC). Piuttosto è l’intervento fin troppo solerte dell’ESP già alla prima sterzata decisa a “rimettere il guidatore in pace con sé stesso”.

Ottima la realizzazione della plancia per razionalità e qualità; ma uno svuota-tasche aggiuntivo a livello del tunnel centrale non avrebbe guastato. Discreto anche il funzionamento del sistema “Easy Connect”, con display touchscreen; l’infotainment Media System Plus (di serie su tutte, include touch screen a colori da 6,5”, 8 altoparlanti, lettore CD/MP3, ingressi AUX, USB e SD e vivavoce Bluetooth) e il sistema di navigazione possono essere connessi con MirrorLink, Google Android Auto e Apple Car Play utilizzando il SEAT Full Link. In questo modo è possibile collegare direttamente il proprio smartphone al display della vettura.

Da sottolineare come tutte le versioni prevedono di serie il sistema di frenata anticollisione multipla (che, in caso di urto, attiva automaticamente i freni per evitare successivi impatti) ed i fanali a LED. La versione “Advance” include inoltre il navigatore satellitare, le porte posteriori e il portellone ad apertura elettrica, il sistema di parcheggio automatizzato Park Assist, la telecamera posteriore, l’avviamento senza chiave ed i cerchi in lega da 17”. A richiesta il blind spot detection (sistema di monitoraggio dell’angolo cieco).

Prezzi

Style
2.0 TDI 115 CV da 34.300 euro
2.0 TDI 150 CV da 35.700 euro
2.0 TDI 150 CV 4DRIVE da 36.700 euro
2.0 TDI 150 CV DSG da 37.700 euro
Advance
2.0 TDI 115 CV da 36.300 euro
2.0 TDI 150 CV 4DRIVE da 38.700 euro
2.0 TDI 150 CV DSG da 39.700 euro
2.0 TDI 184 CV DSG da 41.100 euro

Scheda tecnica

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