La BMW Serie 2 avrà presto una piattaforma ibrida plug-in

Dall’ibrido plug-in all’elettrico tramite celle di combustibile. Con un insegnamento: le vetture sperimentali non devono per forza essere brutte e sgraziate, come dimostra la cattivissima i8 total black.

A Miramas, nella Francia meridionale, si trova il più vasto e meglio attrezzato centro di collaudo del gruppo BMW: occupa una superficie di 473 ettari ed offre le condizioni ideali per eseguire prove intense su tecnologie di propulsione e di assetto. Proprio qui hanno esordito una serie di modelli sperimentali, ad alto contenuto tecnologico, destinati a prefigurare quelle soluzioni che l’azienda bavarese potrebbe introdurre negli anni a venire. Sono cinque ed impiegano tecnologie di vario tipo. La Serie 2 Active Tourer adotta un sistema ibrido di tipo plug-in, studiato per interfacciarsi con un motore collocato in posizione trasversale: è il tre cilindri benzina da 1,5 litri, che aziona le ruote anteriori e che sviluppa una potenza di 136 CV.

Lo schema ibrido include un generatore ad alta tensione ed il motore elettrico (88 CV/165 Nm), collegato alle ruote posteriori e capace quindi di produrre la trazione integrale. BMW dichiara un consumo di carburante pari a circa 2 l/100 km, emissioni di CO2 inferiori a 50 g/km ed un tempo sullo 0-100 km/h pari a 6,5 secondi. L’autonomia in modalità elettrica è calcolata in 38 chilometri. Il sistema di guida prevede le modalità Comfort, Sport ed EcoPro, mentre il tasto eDrive consente di selezionare tre differenti schemi per la gestione della propulsione: si chiamano Auto eDrive, Max eDrive (attivo solo il motore elettrico) e Save Battery. Una piattaforma di questo tipo risulta più facilmente vendibile dell’elettrico a celle di combustibile, su cui BMW continua a lavorare – insieme a Toyota – dopo la conclusione del progetto Hydrogen 7.

Base di partenza è una Serie 5 Gran Turismo. Il suo motore elettrico sviluppa 245 CV ed impiega una pila a combustibile a idrogeno, immagazzinato all’interno di un serbatoio sotto forma gassosa di vapore acqueo. In questo caso l’Elica non rende noti troppi elementi di natura tecnica, ma spiega che l’obiettivo a lungo termine è d’integrare il propulsore a pila a combustibile a idrogeno nella strategia Efficient Dynamics. Il risultato sarà un’ampia gamma di motorizzazioni – così recita la nota stampa -, adattabile con la massima flessibilità ai differenti concetti automobilistici, alle richieste del cliente e alle norme legali valide nei mercati internazionali dell’automobile. In fase di collaudo è stata utilizzata persino una i8.

A Miramas era presente anche la M4 MotoGP Safety Car, equipaggiata con un sistema di raffreddamento basato su un dispositivo di iniezione ad acqua: tale soluzione riduce i consumi e migliora allo stesso tempo le prestazioni. Lo dimostra un prototipo realizzato su base Serie 1: il suo motore tre cilindri impiega adotta la tecnologia e raggiunge la potenza massima di 218 CV, consumando il 10% in meno di benzina. La temperatura di combustione è inferiore di circa 25 gradi centigradi.

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