Depositato il disegno legge sul car pooling

Il decreto legge non aspira a legalizzare Uber o gli altri servizi di car sharing, ma apre alla concorrenza nel settore ed introduce norme più stringenti.

Una manifestazione contro Uber

Il 21 maggio è stata depositata in Parlamento una proposta di legge (qui il testo completo) tesa a riformare i servizi di trasporto con conducente non di linea, fra i quali rientrano Uber e varie altre forme di car sharing. Il testo porta la firma di Ivan Catalano, ex deputato cinquestelle ora passato a Scelta civica, che intende rendere più contemporanee ed efficaci una serie di norme risalenti al 1992: gli obblighi vigenti risalgono a quell’anno e – come illustra lo stesso deputato – devono in parte essere modificati, alla luce delle conseguenze dello sviluppo informatico e telematico anche nel campo del trasporto di persone.

Catalano mira ad abrogare la legge 21/1992, praticamente inapplicabile e inapplicata – così scrive Webnews – e foriera di molteplici vuoti normativi e interpretazioni che hanno contribuito al feroce scontro tra tassisti e Uber. Al suo posto si ridisciplina la materia prevedendo una vasta liberalizzazione del settore ed eliminando le disposizioni anacronistiche e disfunzionali e definendo i limiti e le condizioni dell’uso condiviso di veicoli privati tra più persone. Tradotto: nessuna distinzione tra taxi e servizi di noleggio con conducente, abolizione totale della legge sul trasporto delle persone (l. 21/1992), liberalizzazione delle tariffe e creazione di un registro per i driver.

Catalano non vuole legalizzare Uber, ma apre alla concorrenza nel settore ed introduce una serie di obblighi: le vetture ad esempio devono essere munite del dispositivo per misurare la somma da pagare, il ruolo dei conducenti va gestito tramite una piattaforma telematica ed eventuali intermediari devono essere registrati nel ruolo dei conducenti in una sezione apposita.

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