Uber, accusa dagli Usa: viola la privacy

Secondo l'EPIC, sarà possibile localizzare l'utente, anche se non sta utilizzando l'applicazione

Una schermata dell'app di Uber

Uber – Non conosce pace il servizio Uber. Se in Europa è contrastato ovunque dai tassisti e bloccato in più paesi, compresa l’Italia con il servizio UberPop, anche oltreoceano continuano ad arrivare delle polemiche. Questa volta è l’Electronic Privacy Information Center (EPIC), un’organizzazione a difesa della privacy, a mettere nel mirino l’azienda americana.

Sotto accusa, ci sono le nuove regole stabilite da Uber, che entreranno in vigore dal prossimo 15 luglio, secondo cui gli autisti del servizio di noleggio potranno geolocalizzare gli utenti, se quest’ultimi avranno dato il consenso precedentemente. Secondo EPIC, invece, non sarà esattamente così, ma verrà violato il diritto alla privacy ed alla sicurezza personale.

Praticamente, l’organizzazione sulla privacy sostiene che sarà possibile raccogliere i dati sui contatti e di rintracciare la posizione geografica dell’utente, anche mentre non sta usando l’applicazione. Uber ha subito rimandato al mittente le accuse, ora sarà la Federal Trade Commission a prendere una decisione in merito.

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