Come negli anni '80 cambiò lo stile delle automobili

Ad inizio anni '80 negli Stati Uniti si verificò una piccola rivoluzione nello stile automobilistico: le vetture tornarono ad essere tondeggianti, dopo anni in cui dominarono le linee spigolose.

La Chrysler Airflow è una vettura che solo in pochi considerano fra le più significative nella storia dell’automobilismo. Eppure questa berlina ha avuto il merito di introdurre i principi dello streamline, una corrente stilistica particolarmente in voga fra gli anni ’30 e ’50 ed elevata a paradigma dello stile tondeggiante e curvilineo. La vettura si rivelò un completo insuccesso e segnò il fallimento dell'estetica streamliner, che venne mandata in archivio dalle più razionali automobili con forme geometriche, spigolose, dove i volumi erano facilmente riconoscibili: negli Stati Uniti hanno esordito negli anni ’70 e sono rimaste in voga fino alla metà del decennio successivo. Questa introduzione ci è utile per esplorare l’analisi del sito Vox, che dedica un articolo al passaggio fra lo stile tutto spigoli delle vetture boxy e a quello più tondeggiante dei modelli curvy.

La questione merita di essere approfondita, soprattutto perché tale piccola rivoluzione si completò nel giro di pochi anni: significativo, ad esempio, è il confronto fra le Buick LeSalle in versione 1991 e 1992 (seconda e terza foto della galleria). Le ragioni sono molteplici. Vox cita innanzitutto l’influenza delle vetture europee, che già ad inizio anni ’60 avevano carrozzerie dello stile più morbido e sinuoso. La tendenza si diffuse poi negli anni ’80, grazie alle sperimentazioni messe in atto da Ford: la filiale europea disegnò ad esempio un modello di rottura come la Sierra mkI (1982), mentre i colleghi d’oltreoceano rovesciarono lo status quo e lanciarono una sportiva d’impatto come la Thunderbird mkIX (1983). L’autore del pezzo cita poi ragioni legate all’efficienza energetica, spiegando come un parabrezza più inclinato sia utile per diminuire la resistenza all’avanzamento e per migliorare di conseguenza i consumi.

Un designer Ford mi spiegò che servono 200/300 milioni di dollari per diminuire i consumi di 0,1 gallone per miglio attraverso interventi sotto il cofano – spiega David Gartman, storico dell’automobile –, mentre un risultato superiore può essere ottenuto grazie al design in maniera quasi del tutto gratuita”. Da questo periodo le case automobilistiche iniziano a servirsi delle gallerie del vento e dei calcoli legati all’aerodinamica, stimolando allo stesso tempo i colloqui fra stilisti ed ingegneri. L’arrivo di modelli curvy è stato inoltre facilitato da nuove tecnologie nell’abito manifatturiero, come ad esempio i modelli computerizzati anziché il semplice utilizzo di legno o clay. “In questo modo – spiega ancora Gartman – diventa assai più facile realizzare forme più elaborate e complesse”.

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