WRC - Rally di Sardegna: con Hyundai nel dietro le quinte

Il Rally di Sardegna 2015 è terminato. Vi raccontiamo il nostro dietro le quinte, in compagnia di Hyundai

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Rally Italia Sardegna 2015- Parlando di motorsport, devo ammettere d’esser nato e cresciuto fra i cordoli. Al mondo dei rally mi sono avvicinato in un secondo momento, relativamente da poco. Da allora, però, non ho più smesso di seguirlo. Si scrive rally, si legge (tanta) passione. Può sembrare una frase preconfezionata, scontata, ma non è così. In ogni manifestazione, a cui ho assistito in prima persona, ho incontrato un gran numero di “malati cronici” nei confronti di questo entusiasmante sport. La mia ultima esperienza risale al week end appena trascorso, quando, in compagnia della Hyundai, ho potuto assistere live ad alcuni frangenti del Rally Italia Sardegna.

La prima tappa, una volta atterrato ad Olbia, è un interessante tratto della PS 14 Monte Lerno 1 (42,22 Km). Le persone giunte sul luogo per vedere questo passaggio sono numerose e la coda per potersi avvicinare è davvero lunga. Questa volta, purtroppo, vince il “tempo tiranno”, che rimanda momentaneamente il momento in cui assaporerò dal vivo la gara WRC. Qualche ora più tardi, sono pronto ad osservare la PS 17. Insieme ad alcuni colleghi possiamo ammirare i piloti affrontare un rettilineo sterrato veloce e una curva di media difficoltà, prima che scompaiano all’orizzonte.

Il passaggio, seppur molto bello, non è dei più avvincenti. Nonostante questo, mi rendo conto di quanto anticipato in apertura: ai lati della strada sterrata incontro parecchie persone che, dopo aver parcheggiato lontanissimo e camminato sotto il sole cocente, attendono con ansia il passaggio delle vetture. In molti si avvicinano il più possibile per scattare delle foto o per incitare i proprio idoli. L’atmosfera che si respira è bella e genuina.

La giornata sul “campo” si chiude poi a Buddusò, dove in un’area dedicata i piloti senza poter essere aiutati dai meccanici (come da regolamento per questa particolare sosta) effettuano un cambio gomme. Ammirevole l’energia e la grinta, dopo una guida estenuante, con la quale tutti questi eccezionali ragazzi hanno affrontato anche tale passaggio. Davvero bravi.

Nella mattina di oggi vengo accompagnato nell’hospitality Hyundai. Un enorme struttura, che sovrasta tutte le altre. L’edifico mobile dedicato al WRC, assemblato da un’equipe dedicata in quattro giorni, è chiuso e si sviluppa su due livelli. Al piano inferiore troviamo i box climatizzati dove i meccanici riparano le auto osservati da fotografi e spettatori, che possono usufruire di un’area dedicata molto vicina ai mezzi. Il piano superiore, invece, è a disposizione degli ospiti della squadra.

Dietro di essa è montata inoltre una sala di controllo dove i tecnici seguono in diretta la traccia delle vetture sul GPS, l'aggiornamento degli intertempi e tengono i contatti con l'equipaggio. Rispetto al precedente anno, si aggiunge inoltre un’ulteriore struttura dedicata al merchandising/visibilità del brand. Qui si possono provare le emozioni della vetture da rally, attraverso il simulatore, oppure osservare le novità della gamma fra cui la nuova Hyundai i30 turbo.

Nell’ hospitality ho avuto inoltre modo di fare una chiaccherata con il team principal Michel Nandan. Michel mi racconta che sulla vettura, rispetto allo scorso anno, hanno lavorato per migliorare molti aspetti. Le evoluzioni più importanti riguardano prevalentemente il motore e il software della centralina, per incrementare performance e al tempo stesso affidabilità. Un costante e continuo aggiornamento per avvicinarsi sempre più alle Volkswagen.

Dopo delle parole di elogio nei confronti della consistente prova di Paddon l’attenzione non poteva che andare sul futuro, ovvero il prossimo campionato. Al lavoro, già da tempo, una squadra dedicata per la realizzazione della prossima Hyundai WRC, che si baserà sulla nuova i20. Prima di salutarci, doveroso conoscere le aspettative che si era posto per questa gara…. Alla domanda “in Sardegna volevate vincere ?” Nandan, dopo un sorriso, risponde che: “il nostro obiettivo non era il primo posto bensì avvicinarsi il più possibile a Ogier… Ed ecco il risultato: secondo Paddon e terzo Neuville. Obiettivo centrato!

Se vi siete persi la gara e volete rivivere i momenti salienti delle varie giornate, potete consultare il nostro post dedicato.

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