Via il parcheggio parallelo dall'esame di guida nel Maryland

Se poi le strade brulicano di imbranati, sappiamo di chi è la colpa.

Fiat 500 parcheggio parallelo

Rappresenta per molti una bestia nera, un qualcosa che si vorrebbe spesso evitare perché mette in imbarazzo e in ridicolo se si viene visti a non saperlo fare, magari anche quando si ha a disposizione molto più spazio del necessario. Stiamo parlando del parcheggio in parallelo, quello comunissimo in cui i mezzi si posizionano uno dietro l'altro.

Gli uffici del dipartimento della motorizzazione del Maryland, negli Stati Uniti, hanno deciso che testare questa abilità nei candidati a ottenere una patente di guida sia superfluo, per vari motivi, tra cui l'eccessiva brevità dell'esame, che dura dai 15 ai 20 minuti, in cui a loro parere bisogna esaminare abilità più importanti e non ultimo l'alto tasso di insuccessi e la conseguente resa nel volerlo insegnare.

Di contro, per non lasciare buchi e per verificare, almeno in parte, le abilità di parcheggio, durante l'esame il candidato dovrà destreggiarsi nella manovra chiamata "reverse two point roundabout": praticamente bisognerà sapere parcheggiare l'auto in retromarcia tra due auto una accanto all'altra.

Va bene che l'andamento del mercato va verso una sempre maggiore diffusione di ausilii alla guida, tra cui i sistemi di park-assist, ma non pensate anche voi che questa sia ancora una capacità da apprendere per bene durante la scuola guida, a maggior ragione se si circola in centri abitati molto trafficati?

Foto | Flickr

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