Freightliner Inspiration Truck: il primo contatto con la guida autonoma di Daimler

Freightliner Inspiration Truck: siamo andati a vedere e provare com'è la guida autonoma sui camion. Scoprite con noi com'è andata.

Lo ammetto, i camion americani mi hanno sempre affascinato. Saranno stati film come "Duel", oppure "Convoy, trincea d'asfalto". Quel muso allungato, le cromature in abbondanza, le motrici a 3 assi... non me ne vogliano i camionisti nostrani, ma immaginare e vedere quei "bisonti" viaggiare su strade circondate da deserto è certamente più poetico che pensare al traffico dell'Autosole. Alzi la mano, chi in vacanza negli Usa non gli abbia scattato una foto, o quantomeno non si sia girato ammirato al loro passaggio.

Ebbene... quel mondo è in via di estinzione. L'abbiamo scoperto a Las Vegas, dove Daimler ha ricevuto la prima targa ufficiale per camion a guida autonoma direttamente da Brian Sandoval, Governatore del Nevada. Si: la guida autonoma arriva nel mondo dei veicoli commerciali e sembra molto più reale e tangibile di quella del mondo automobilistico che ben conosciamo.

Le regole ovviamente, sono diverse, così come sono diverse le leggi all'interno dei singoli stati Usa. Quindi anche la guida autonoma non è la stessa che intendiamo quando pensiamo alle auto. Mettiamo allora in chiaro alcuni aspetti: il camion che guida da solo lo fa solo nei lunghi rettilinei autostradali e non esegue alcuna manovra nel traffico cittadino o in un parcheggio. Non decide dove andare bensì "come" andare. Può adattarsi alla velocità degli altri veicoli e frenare quando ci sono ostacoli improvvisi, così come connettersi agli altri autotreni di un convoglio per ottimizzare sia la velocità sia la distanza di sicurezza, in modo da raggiungere il giusto compromesso per risparmiare carburante. Una sorta di "distronic plus" avanzato, tanto per rimanere in casa Daimler. Da notare che però qui tutto si complica, perchè se possiamo dire di conoscere tutto riguardo un'automobile, il carico di un autotreno può avere tante varianti da confondere chi si avvicina per la prima volta a questo mondo.

Per fare un esempio, la quantità di marchi di proprietà della stessa Daimler lascia all'inizio disorientati. Freightliner, Western Star, Thomas Build Buses ma anche Detroit Diesel e Alliance Truck Parts... mentre è da notare l'assenza di Mercedes. Il portafoglio marchi è sufficientemente ampio da proporre un'offerta completa per tutto il settore commerciale, da quelli che noi chiamiamo TIR, con tutte le varianti del caso, per arrivare a pullman, scuolabus e motorhomes.

Ecco allora che la sinergia tra l'industria automobilistica e quella del veicolo commerciale diventa sempre più stretta. Lo si capisce fin da subito osservando il Freightliner Inspiration Truck ed il Cascadia Evolution. Addio a tutti i fronzoli cromati che tanto amavo: l'aerodinamica prima di tutto. Niente scarico verticale in vista e specchi al minimo consentito dalla legislazione, perchè tutti gli altri sono stati sostituiti da telecamere e display a bordo. Le griglie del frontale possono inclinarsi per far passare più o meno aria. Le linee della motrice corrono veloci dal motore alla cabina senza alcuno sbalzo: non ci sono angoli ma fari integrati e luci a led. E le ruote sono state coperte per impedire che si generino ulteriori flussi d'aria. Quello che lascia a bocca aperta è l'interno. Pulito e razionale, sono scomparsi i numerosi indicatori per far posto ad un pannello LCD, ed un tablet rimovibile.

Tutto, ci viene spiegato, è stato riprogettato per risparmiare carburante, e la parte più "semplice" sono i pannelli solari sul tetto. Il camion "intelligente" gestisce in maniera autonoma il sistema ibrido, tenendo conto anche delle necessità elettriche del veicolo stesso. Un altro sistema, definito "chiuso", recupera il calore emesso dal motore utilizzando l'espansione di etanolo e la sua successiva contrazione.

In più, come già accennato, il Freightliner Inspiration Truck guida da solo. Fa una certa impressione vedere l'autista lasciare le mani dal volante mentre l'autotreno prosegue e sterza leggermente nei curvoni autostradali. E' proprio questo l'obiettivo che si è prefissa Daimler con Freightliner: fare in modo che l'autista possa dedicarsi ad altro, possa essere consultare le proprie email, effettuare una videoconferenza con i colleghi, oppure leggere i dispacci sul proprio tablet.

Se la cosa vi spaventa, dimenticate per un istante il traffico italiano e pensate proprio ai film che avevo citato inizialmente. Immaginate l'autista che percorre miglia e miglia nella sterminata pianura texana, piuttosto che nelle zone deserte del New Mexico. Siamo ancora sicuri che il mezzo meccanico non sia meglio dell'uomo costretto a stare seduto per ore nel nulla? Personalmente sono convinto che un aiuto dalla tecnologia in questi casi non possa, ad esempio, che aumentare la sicurezza di tutti. Senza contare il risparmio in carburante importante per le società di trasporto, ma anche visto come diminuzione di CO2 emessa.

Come d'obbligo nel settore commerciale, tutto è molto concreto, non si gira attorno alle parole, non ci sono effetti speciali da salone automobilistico. Mai come nei test che abbiamo effettuato a Las Vegas il futuro mi è parso così a portata di mano.

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