Uber compra le mappe digitali di Microsoft Bing

Uber veniva data come interessata anche all’acquisto di Nokia Maps, per cui sembra che l’imprenditore Travis Kalanick abbia offerto ben 3 miliardi di dollari.

Uber muove una pedina nel risiko delle mappe digitali ed acquista una serie di asset finora nella disponibilità di Bing Maps. L’accordo è significativo, perché testimonia il crescente interesse nutrito da alcune aziende nell’ambito delle mappe satellitari ad alta precisione: Apple, Google, Uber ed almeno tre case automobilistiche (Audi, BMW e Mercedes) stanno investendo fiumi di denaro per ritagliarsi una posizione di rilievo all’interno di un settore destinato ad espandersi rapidamente, in particolare con l’arrivo di automobili connesse ed a guida autonoma.

Il sito TechCrunch rivela che l’azienda della U avrebbe rilevato da Microsoft un data center, le macchine fotografiche, la proprietà intellettuale e 100 ingegneri, oltre alle mappe necessarie per migliorare il suo servizio di navigazione. I termini economici dell’operazione sono al momento ignoti. Il Sole 24 Ore spiega che l’operazione va inquadrata nella volontà di Uber di offrire un servizio di cartografia ai propri utenti, e si aggiunge alla recente assunzione di Brian McClendon, una delle figure chiave dello sviluppo di Google Maps. Uber era già stata indicata fra le aziende interessate a rilevare Nokia HERE, per cui sembra che abbia offerto 3 miliardi di dollari.

Anche Uber è interessate alle mappa di Nokia HERE

Uno smartphone con visualizzate le mappe di Nokia HERE

(Aggiornamento dell’8 maggio 2015)

C’è anche Uber fra le società interessate ad acquistare la divisione mappe di Nokia. L’indiscrezione viene lanciata dal New York Times, secondo cui i vertici dell’azienda californiana avrebbero formulato un’offerta da 3 miliardi di dollari. Il quotidiano statunitense cita tre persone coinvolte nella trattativa e spiega che Uber vuole acquisire HERE per aggiornare il proprio modello di business, passando cioè da azienda impegnata nel solo ambito dei servizi a realtà nel campo della logistica.

Nokia ha annunciato ad aprile di voler mettere in vendita la propria sezione e comunicherà il nuovo proprietario alla fine di maggio. Le favorite per assumere il controllo sono Uber ed il consorzio formato da Audi, BMW, Mercedes e Baidu, ma avrebbero mostrato interesse anche Apple, Facebook e Google. Il motivo di tale interesse è giustificato dal ruolo che assumeranno le mappe non appena le automobili a guida autonoma diventeranno realtà.

Il New York Times spiega che Google Maps vanta dieci volte gli utenti smartphone dichiarati da HERE, ma l’azienda oggi controllata da Nokia possiede l’80% del mercato legato alla mappatura per uso automobilistico. HERE ha sede a Berlino, impiega 6.000 dipendenti in tutto il mondo e spende milioni di dollari l’anno per tenere aggiornate le sue mappe. L’acquisto di HERE potrebbe rendere ancora più efficace il servizio Uber Pool, che permette ad un automobilista di condividere le spese del viaggio con un passeggero trovato grazie all’applicazione.

Audi, BMW e Mercedes interessate a Nokia HERE?

Un navigatore satellitare da automobile

(Aggiornamento del 7 maggio 2015)

Audi, BMW e Mercedes starebbero per formulare un’offerta d’acquisto nei confronti di Nokia HERE, divisione interna al colosso finlandese attiva nel comparto della navigazione satellitare. Il Wall Street Journal spiega che le tre case automobilistiche daranno vita ad una sorta di consorzio, nel qual verrà inclusa anche la cinese Baidu. L’acquisizione dovrebbe essere formalizzata per una cifra superiore a 2 miliardi di dollari.

La più grane minaccia per l’industria automobilistica è legata all’ambizione di Google nel sviluppare un sistema operativo per automobili a guida autonoma – spiega una fonte –. Noi abbiamo bisogno di quelle mappe per sviluppare software alternativi”. Il Wall Street Journal ritiene che la cessione sia imminente e possa concludersi entro le prossime due settimane, dopo che saranno limati tutti i particolari. Audi, BMW e Mercedes dovrebbero assicurarsi la quota di maggioranza, mentre Baidu controllerà una percentuale inferiore.

Il perché dell’acquisizione è legato alla resistenza organizzata dalle case automobilistiche tradizionali nei confronti di Apple e Google, interessate entrambe al settore della guida autonoma e pertanto giudicate concorrenti: Big G possiede l’enorme bagaglio della sezione Maps, mentre l’azienda di Cupertino (ed anche Facebook) sono già state indicate come possibili acquirenti di HERE. Fiat, Hyundai e Kia hanno invece raggiunto un accordo con Tom Tom.

Foto | Flickr

Tom Tom ed il settore della guida autonoma

Un navigatore satellitare

(Aggiornamento del 6 maggio 2015)

La crescente popolarità dei sistemi di navigazione per smartphone ha costretto TomTom a rivedere il proprio modello di business, spostandolo da costruttore a fornitore di location data. Quest’ultima espressione non è ancora entrata nel linguaggio comune, ma indica le informazioni base utilizzate per sviluppare i sistemi di guida computerizzata e di guida autonoma.

L’argomento è stato affrontato da AutomotiveNews durante un’intervista con Harold Goddijn, amministratore delegato della società olandese. E’ stato proprio Goddijn a sottolineare come Tom Tom sia ritenuta una delle poche società avversarie di Google, anch’essa proprietaria del materiale software necessario per gestire i futuri sistemi di guida senza conducente. Il sito mette in evidenza il ruolo della sezione telematica, che ha fatturato l’anno scorso 110 milioni di euro e sta per aumentare considerevolmente il proprio giro d’affari: è atteso un aumento del 20% l’anno in ciascuno dei prossimi cinque.

Tom Tom ha firmato due contratti con Volkswagen ed è già in accordo con Fiat, Hyundai e Kia. La partita ora si sposterà in casa Nokia, dopo il suo annuncio di voler mettere in vendita la divisione HERE: quest’ultima occupa una posizione dominante (70%) nel mercato automobilistico delle mappe ed è avversaria di Google e Tom Tom stessa. Potrebbe venir acquistata da Apple o Uber, ma vi sono indiscrezioni relativa ad un flebile interesse di Microsoft e di un consorzio di case automobilistiche, che ritengono Google un avversario indesiderato e vogliono pertanto sottrargli un asset prezioso.

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