Alfa Romeo Giulia: partito il toto-scoop. FCA se la ride.

La verità è che, a meno di 60 giorni dalla premiere, del “Progetto 952” non conosciamo nemmeno il nome commerciale.

totoscoop alfa romeo

Mercoledì 24 giugno 2015, una data che tutto il mondo dell’auto ha cerchiato con l’evidenziatore rosso sul calendario: nel giorno del suo 105° compleanno, Alfa Romeo svelerà in anteprima mondiale la nuova berlina di segmento D, l’auto del “rilancio” e da cui dipendono il destino del brand italiano e quello delle ambizioni del gruppo FCA. E questo spiega la sete di notizie/anticipazioni/anteprime che sta seccando la gola a tutta la stampa di settore.

La verità è che, a meno di 60 giorni dalla premiere, del “Progetto 952” – come lo chiamano internamente – non conosciamo nemmeno la denominazione commerciale: recentemente lo stesso Marchionne aveva specificato che il nome non sarà “Giulia”, come tutti quanti ci ostiniamo ad indicare l’auto. Uniche certezze sono il ritorno alla meccanica a trazione posteriore ed alcune anticipazioni tecniche sui propulsori, che verranno in parte prodotti a Termoli. Nessun teaser, nessuna indiscrezione sulla carrozzeria, sugli interni o sulle tecnologie dell’auto. Persino i muletti di collaudo continuano a circolare su strada equipaggiati di carrozzeria provvisoria.

Tutto questo mentre sono gli stessi uomini dell’Alfa Romeo ad alimentare abilmente un fuoco di aspettative che si sta via via tramutando in un incendio incontrollabile: i dirigenti del marchio si sono infatti lanciati a più riprese in dichiarazioni forti, affermando che l’Alfa della rinascita sarà più prestazionale e desiderabile delle rivali tedesche, BMW Serie 3 in primis, da anni il riferimento del segmento in termini di guidabilità e prestazioni. Questo “doping psicologico”, coadiuvato dalla scarsezza di informazioni ufficiali (e non), sta generando un certo marasma nell’ambiente dell’informazione automotive. Una tensione misurabile anche dalla frequenza con cui molti dei nostri colleghi annunciano scoop che si rivelano poi essere segreti di Pulcinella, si lanciano in improbabili confronti motoristici fra Alfa e BMW o si attribuiscono false “anteprime mondiali” circa lo stile dell’auto.

Omertà o riservatezza? #AlfaRomeoGiulia

Un virus che sembra aver colpito anche le testate specializzate più importanti e blasonate. Fra esse c’è addirittura chi scrive di fantomatiche “barriere di omertà” da parte di Alfa Romeo, confondendo il significato di questa espressione con quello di “riserbo”; lo stesso che, giustamente, la casa costruttrice sta mantenendo su quello che è il prodotto più importante dell’ultimo quarto di secolo nella storia di Alfa. Del resto se il mestiere della stampa “è svelare ciò che è nascosto” (o provarci…), quello di un'azienda automobilistica è mantenere il più a lungo possibile il segreto industriale, specie quando esso riguarda vetture così sensibili. L’estrema riservatezza di Alfa Romeo appare quindi più che comprensibile e denota una lodevole professionalità di tutti gli uomini che più o meno direttamente hanno a che fare col Progetto 952: un atteggiamento che fa ben sperare per il futuro delle auto del biscione anche se va a scapito di qualche clamoroso colpo giornalistico... o presunto tale.

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