Citroen Visa Chrono: parte 1 - Storia di una rinascita

Presto sarà esposta nel museo storico Citroen di Milano.

Esistono storie che solo il mondo dell'automobile può raccontare. Storie dettate dalla passione, dal sentimento, dalla volontà di rinascita. Vetture sfortunate dalla nascita, il cui percorso è stato votato non proprio sotto una buona stella. Spesso sono questi i racconti più belli da narrare; come quello della Citroen Visa Chrono, che ha portato un romantico e storico meccanico di Siena, Marcello Seri, a far restaurare un esemplare di Visa Chrono che poi entrerà a far parte del parco auto di Citroen Italia e quindi destinata ad eventi, raduni e a disposizione della stampa. Ci siamo quindi recati nel capoluogo toscano ad ascoltare la storia della genesi di questo modello, effettuando una sorta di idilliaco viaggio nel tempo in compagnia dello stesso Seri e di Maurizio Marini del Centro di Documentazione storica Citroen.

Citroen Visa - La genesi


La storia della Citroen Visa ha un inizio decisamente travagliato. Correva l'anno 1967 ed il costruttore francese stava vivendo una situazione particolare, trovandosi a voler attuare un processo di rimodernamento, visto che la Ami 6 si trovava in listino da sei anni. Nacque una collaborazione con Fiat chiamata "Pardevi" per sfruttare il pianale della 127.

La storia però prese una "piega singolare": il corpo della vettura venne ridisegnato completamente creando le basi della futura Visa. Da questa base però ci si accorse che lo stile mal si coniugavano con tale pianale. Per questo fu avviato un progetto ex novo, chiamato "RA", dopo aver messo fine alla collaborazione con Fiat. Era il 1973 e Citroen iniziò lo studio e la realizzazione di una nuova base costruttiva. In pochi mesi Robert Opron e Jean Giret diedero vita a due prototipi in scala reale. Venne scelto il secondo, con quattro porte. Peccato che nel 1974 il gruppo Michelin decise di abbandonare la Citroen (vi ricordiamo che Michelin e il gruppo Peugeot decisero di unire Automobiles Citroën e Automobiles Peugeot al fine di creare un gruppo di portata internazionale, precursore dell'attuale PSA Group).

Citroen Visa - L'accordo con Citroen e la rinascita del progetto



Fortunatamente Peugeot acquisì la casa francese del doppio chevron. Venne così ripreso il progetto Y per la futura Visa, rispolverato tra il 1976 ed il 1977, con il nome di "progetto VD": cambiò il pianale ma l'idea di base rimase la medesima. Venne utilizzato il telaio della Peugeot 104, con motori della casa del leone, ma anche con un bicilindrico raffreddato ad aria con architettura boxer che rappresentava una forte evoluzione dello storico motore già utilizzato sulla 2 Cavalli, infatti rispetto a quest'ultima utilizzava tre supporti di banco anziché due, aveva una maggiore cilindrata, i metalli erano più leggeri e resistenti e infine era dotato di elettronica integrale per l'accensione delle candele. Con l'occasione sulla nuova Visa furono riprogettate anche le sospensioni. Si arrivò dunque alla Visa definitiva: durante una prima presentazione stampa in Grecia, ben 432 giornalisti furono invitati a provare la macchina per oltre un mese. Il 5 ottobre 1978, al Salone dell'automobile di Parigi, la Visa fu presentata ufficialmente al mondo.


La storia però non finisce qui. Il 24 Marzo 1982, la Citroen  diede vita alla "Visa Chrono", una serie speciale di 1000 esemplari, originariamente prodotti per il mercato francese, caratterizzati da una livrea più sportiva con decalcomanie longitudinali a strisce rosse e blu per rimarcare la provenienza transalpina. Il motore era il 1.4 da 93 cavalli, accoppiato ad un cambio a cinque rapporti. La Chrono cominciò a vincere nei campionati rally tanto che, l'anno dopo, l'operazione si estese in tutta Europa. La Visa Chrono arrivò così anche in Italia.

Uno degli esemplari fu acquistato proprio dal concessionario di Siena per partecipare a delle gare Rally; il concessionario di Marcello Seri. Lo stesso proprietario che oggi, nel 2015, ha dato il via a questa operazione, consegnando a Citroen il proprio esemplare numero 102, anzi, 1102. L'opera di restauro prende inizio...

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