Auto Shanghai 2015: i cinesi non stanno a guardare

Di rientro dal Salone di Shanghai, qualche considerazione su cosa sta accadendo in Cina.

Brilliance at Auto Shanghai 2015

Il Gigantismo cinese è qualcosa che difficilmente si riesce a comprendere finchè non si tocca con mano la realtà. Con i suoi 400.000 metri quadrati all'interno e altri 100.000 all'esterno, Auto Shanghai 2015 è probabilmente uno dei saloni più grandi del mondo. Al confronto Francoforte, che è sempre sembrato "enorme", si estende su "soli" 252.000 metri quadri. Non solo, il nuovo polo espositivo di Shanghai è su due piani. E per far arrivare i mezzi al secondo piano, i cinesi hanno costruito rampe pari a quelle delle nostre autostrade. Una follia che solo in Cina può diventare reale.

L'Europa, anzi la Germania, c'è.


merkel

Dati alla mano, l'Europa gioca una parte importante in Cina. Salvo poi scoprire che il gruppo europeo è praticamente dominato dai tedeschi. Volkswagen, Audi, Bmw e ovviamente Mercedes: una presenza storica e lungimirante, partners affidabili, apertura di stabilimenti e centri ricerca. Il tutto con l'appoggio totale e instancabile del governo di Angela Merkel: un lavoro di squadra che dovrebbe essere di esempio per tutti.

Cloni addio


auto-shanghai

La Cina non è più la terra dei cloni: al salone sono praticamente spariti. Si segnala la presenza di qualche superstite, anche se diventa sempre più difficile dire se si tratti di un vero e proprio plagio piuttosto che modelli costruiti su licenza. Nel caso della foto qui sopra la qualità delle plastiche degli interni era pari a quelle che si possono trovare nei negozi "tutto a un euro", l'odore emanato era di conseguenza altrettanto pessimo. Da notare che sono scomparsi anche i "Frankenstein", ovvero il mostruoso tentativo di usare il disegno del frontale di una vettura accoppiando il retro di un'altra.

Cinesi all'attacco


lifang

Se la vicenda dei cloni degli scorsi anni poteva essere vista come fatto bizzarro o imbarazzante, possiamo dire che oggi i cinesi abbiano imparato la lezione. Le case nazionali, forse con l'utilizzo di designer cresciuti in occidente, hanno ammorbidito le linee. Non fanno girare la testa, intendiamoci, ma non sono terribili come nelle scorse edizioni dei saloni.

Fa impressione come sia cresciuto il livello qualitativo degli interni di alcuni costruttori. Meno plastiche economiche, più pellami rifiniti con cura. Sedute comode, plance ordinate, computer di bordo con tecnologie all'avanguardia. Non possiamo ovviamente dire nulla sui motori o come si comportino su strada, c'è comunque da rimanere sorpresi rispetto a quanto avevamo visto a Pechino solo 3 anni fa.

Un balzo in avanti che ricorda quello fatto dai coreani in 15/20 anni e che loro potrebbero portare a termine in molto meno. Ed il mondo dei costruttori è così ampio che in alcuni casi non siamo riusciti ad ottenere il nome della marca in occidentale, perchè non esiste. C'è da tenere d'occhio questi cinesi, che già hanno fatto sconquassi nell'America meridionale. Quando avranno sufficienti armi per sfidare gli occidentali, la guerra nel mondo dell'auto sarà sicuramente più dura.

Nota di servizio: come sempre siamo a disposizione per eventuali domande o curiosità che vorrete lasciare nei commenti.

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