Più vicina l’introduzione del reato di omicidio stradale

Il ddl è stato votato pressoché all’unanimità. Unico voto negativo quello di un esponente del PdL, secondo cui è eccessiva la revoca per 30 anni della patente.

La Commissione Giustizia del Senato ha approvato ieri il ddl sull’omicidio stradale, compiendo un passo fondamentale verso l’introduzione di una legge che dovrà inasprire le sanzioni verso quegli automobilisti colpevoli della morte di una o più persone. Il testo arriverà presto nell’Aula e verrà discusso entro la prima decade di giugno. La Repubblica spiega che il ddl introduce il delitto di omicidio stradale e nautico.

Questo reato determina la reclusione da un minimo di 8 a un massimo di 12 anni, da scontare nel caso in cui si procuri la morte guidando una vettura o pilotando un natante in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe. La pena raggiunge i 18 anni nel qual caso vengano uccise una o più persone, ed aumenta di un terzo qualora il conducente fugga dalla scena.

L’omicidio stradale viene punito anche in assenza di droga o alcol, ma in questo caso la pena varia fra 7 e 10 anni. Il colpevole sarà inoltre privato della patente fino ad un massimo di 30 anni, ma tale sanzione accessoria è modulata a seconda delle fattispecie: Il Fatto Quotidiano riassume che se si uccide qualcuno mentre si guida ubriachi la revoca arriva fino a 15 anni; fino a 20 anni, invece, se in passato si è stati già sottoposti all’alcotest. Se, infine, si guida in stato di ebbrezza e si supera il limite di velocità scatta la revoca massima dei 30 anni.

Foto | Flickr

Omicidio stradale: revoca della patente fino a 30 anni

Cambia il ddl sull'omicidio stradale

(aggiornamento del 7 maggio)

Giuseppe Cucca ha depositato ieri un emendamento a modifica dell’articolo 6 del Codice della Strada, nel quale è previsto il reato del cosiddetto omicidio stradale. Il relatore del ddl, iscritto al Partito Democratico, propone di revocare la patente (anche quella nautica) fino a 30 anni per l’automobilista che provoca la morte di una persona.

Questa sostanziale modifica è resa necessaria per aggirare le barriera dell’incostituzionalità: Cucca ha spiegato nei giorni scorsi che un simile meccanismo sanzionatorio per la definitività dei suoi effetti non appare difendibile sul piano della legittimità costituzionale. La pena massima verrà riconosciuta qualora il colpevole sia in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti ed abbia superato i limiti di velocità. TGCom scrive che l’automobilista colpevole della morte di una persona verrà privato della licenza per 12 anni (in mancanza di aggravanti), mentre il termine sale a 20 anni nel caso in cui il conducente sia stato in precedenza condannato per aver guidato in stato di ebbrezza o aver guidato un’imbarcazione senza avere conseguito l’abilitazione.

Per chi invece causa lesioni a terzi, la revoca è di 4 anni che diventano 8 se il pirata è stato in precedenza condannato per aver guidato in stato di ebbrezza o aver guidato un’imbarcazione senza avere conseguito l’abilitazione. Sarà invece di 10 anni se l’interessato si trova alla guida in stato di ebbrezza alcoolica o di alterazioni per sostanze stupefacenti e abbia anche violato i limiti di velocità.

Omicidio stradale: sparisce l’ergastolo della patente

Il ritiro a vita della patente è incostituzionale.

(aggiornamento del 27 aprile 2015)

Il disegno di legge sul cosiddetto omicidio stradale è stato privato della sanzione che determinava il ritiro a vita della patente, norma riservata ai casi più gravi e chiesa dai familiari delle vittime. il relatore Giuseppe Luigi Cucca, del Partito Democratico, ha infatti spiegato che la sanzione sarebbe stata incostituzionale. A suo avviso – come scritto su Today – “un simile meccanismo sanzionatorio per la definitività dei suoi effetti non appare difendibile sul piano della legittimità costituzionale”.

Rimane comunque la sospensione da 5 a 12 anni. Sulla questione è intervenuto anche Beppe Severgnini, autore di un editoriale al veleno nel quale critica la retromarcia sull’omicidio stradale e la scomparsa della sanzione a vita, “dopo essere stata garantita (ai parenti della vittime), minacciata (ai pirati della strada) e promessa (all’opinione pubblica)”.

Il giornalista ricorda poi i terribili numeri legati agli incidenti stradali: “tremila morti e duecentocinquantamila feriti”, di cui “un terzo riconducibili a alcol e droga”. “Forse non sono abbastanza. Altri Paesi europei non arrivano a prevedere ‘l’ergastolo della patente’ (Germania, Regno Unito, Francia), ma hanno una giustizia efficiente e pene certe” e “in Italia, nella terra delle leggi impotenti e delle infinite scappatoie, si aprono invece varchi enormi”.

Omicidio stradale in Commissione Giustizia

reato_omicidio_stradale

(aggiornamento del 24 marzo 2015)

La commissione Giustizia del Senato inizierà oggi ad esaminare il testo unificato sul nuovo reato di omicidio stradale, argomento tornato purtroppo d’attualità in relazione all’incidente di Monza. Il ddl punta ad introdurre i reati di omicidio stradale e lesioni personali stradali. Giuseppe Cucca, del Partito Democratico, relatore del disegno legge, spiega che “l’omicidio stradale può essere una colpa, anche grave, ma non un dolo come sentenziato ormai da tante decisioni della Cassazione”.

Per questo motivo il reato di omicidio stradale si applica a chi determina la morte di una persona, perché alla guida in stato di ebbrezza alcolica o dopo aver assunto sostanze stupefacenti. La pena oscilla in questo caso fra i 5 ed i 12 anni di reclusione, ma si attesta fra i 4 e gli 8 anni qualora il conducente viaggiasse ad una velocità di molto superiore al limite consentito, pur in condizioni psicofisiche non alterate.

In caso di omicidio multiplo, la pena potrà essere aumentata fino al triplo e comunque non oltre il massimo di 18 anni. Il reato di lesioni stradali permanenti è sanzionato con una pena da 6 mesi a 2 anni qualora il conducente non fosse lucido, ma aumenta da un terzo alla metà nel caso vengano procurate lesioni gravissime. E’ prevista la querela se la malattia fosse curabile in non più di 20 giorni. Cucca spiega ad Adnkronos che “c’è la condivisione dell’esigenza di provvedere in tempi brevi

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