Multe autovelox: l'installatore "Contravvenzioni fatte solo per incassare"

Il caso del comune di Bereguardo: il Giudice di Pace ha annullato numerose multe per questo motivo

autovelox

Multe autovelox - Le polemiche sulle multe fatte tramite autovelox sono sempre d’attualità: spesso vengono accusati i comuni di installare i dispositivi solo per fare cassa e la trasmissione ‘La Gabbia’ ha dato ragione a chi porta avanti questa ipotesi. Infatti, il programma ha intervistato un ex addetto all’installazione, che ha lanciato una denuncia molto chiara: “Tutto era fatto per incassare, niente veniva fatto per la prevenzione”.

Il tutto non solo per gli incassi del comune, ma anche quelli delle ditte di installazione: “Era interesse della mia azienda e del Comune, fare quante più contravvenzioni possibili - ha proseguito - Più foto facevamo e più la ditta ci guadagnava. Ed anche il Comune aveva come obiettivo fare più incassi possibili”. Dunque, un procedimento ai danni degli automobilisti (e motociclisti), senza pensare alla loro sicurezza, ma solo con l’idea di fare più soldi possibili.

Un caso è avvenuto a Bereguardo, in provincia di Pavia. Il Comune ha piazzato un tutor per il controllo della velocità e, oltre al canone di 22mila euro l’anno, andavano alla ditta privata una somma tra il 18 ed il 40% per ogni multa. Sono stati fatti migliaia di ricorsi presso il Giudice di Pace di Pavia e quest’ultimo ha sancito la nullità della multa per eccesso di velocità elevata con autovelox o tutor.

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