Auto a metano: ad emissioni zero grazie al catalizzatore core-shell?

catalizzatore core-shell

Novità per le future auto a metano. Alcuni ricercatori della University of Pennsylvania hanno disegnato un nuovo catalizzatore di tipo ‘core-shell’, ispirato al principio della chimica supermolecolare e decisamente più efficace nell’ossidare il metano. Grazie a questi nuovi componenti le future automobili a metano potrebbero addirittura rivelarsi esenti dall’emissione di sostanze inquinanti, metano compreso: l’idrocarburo è indicato quale uno fra i più temuti gas ad effetto serra e la sua pericolosità risulta 20 volte superiore rispetto al diossido di carbonio. Ossidare tutto il gas in acqua e anidride carbonica permetterà dunque alle automobili a metano di rivelarsi ben più ecosostenibili e ‘pulite’ di quanto non lo siano ora.

La ricerca – di cui parlano anche i colleghi di ecoblog – trova risalto su Science e trae origine dalla collaborazione fra i ricercatori statunitensi, colleghi spagnoli e dell’Università di Trieste. Il prototipo del nuovo catalizzatore è stato realizzato – fra gli altri – da Matteo Cargnello e deve garantire i propri benefici anche a temperature inferiori i 400° C, oltre a rivelarsi cataliticamente e meccanicamente stabile alle temperature più elevate. Il suo funzionamento ci viene spiegato da Paolo Fornasiero, docente di Chimica Generale e Inorganica presso l’Università di Trieste, che ha espresso le proprie teorie al Times.

Abbiamo progettato e realizzato delle nanoparticelle di metallo (il cuore del catalizzatore) e le abbiamo ricoperte da uno strato di ossido di cerio poroso (protettivo ma che consente ai reagenti [metano e ossigeno] di raggiungere il cuore del catalizzatore). Abbiamo così ottenuto un catalizzatore core-shell. Ma non basta. Queste unità di per se non sono termicamente stabili alle alte temperature di reazione. Con una chimica simile a quella del “lego” abbiamo quindi depositato queste unità su un materiale (ossido di alluminio) opportunamente trattato e modificato al fine di mantenerle ben separate le une dalle altre e soprattutto stabili nelle condizioni operative di processo. E’ stato un successo! Il catalizzatore è estremamente attivo e non si disattiva. In particolare, il guscio protettivo di ossido di cerio che circonda il cuore di palladio ritarda la decomposizione dell’ossido di palladio e quindi rende più stabile il catalizzatore.

Questo dispositivo non verrà certo utilizzato dalla nuova Fiat Panda Natural Power, il cui debutto è previsto al salone di Parigi.

Via | GreenCarCongress
Foto | TM News

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