Mercato auto Italia: a luglio -21,4%; la posizione di UNRAE

Secondo i dati UNRAE, le immatricolazioni di auto nel mese di luglio 2012 registrano una flessione del -21,4%, con 108.826 auto vendute rispetto alle 138.445 dello stesso periodo 2011. Tale risultato porta i primi 7 mesi dell’anno in calo del 19,9% con 923.739 unità vendute complessivamente. Sul fronte delle alimentazioni si è accentuata anche in luglio la forte crescita delle vetture a gpl e metano, a scapito dei carburanti tradizionali (benzina e diesel), che scontano un elevato incremento dei prezzi. Il gpl, infatti, si è portato ad una quota che sfiora il 10%, con un incremento del 160%. Il metano si conferma in recupero, al 3,5% di quota sia nel mese che nel cumulato. Le cause di quest’ennesima battuta d’arresto del mercato auto italiano? Pressoché le stesse degli scorsi mesi. Di seguito vi riportiamo la posizione di UNRAE e del suo presidente Jacques Bousquet.

“La pausa estiva trova il settore auto con 230.000 vetture perse rispetto allo scorso anno e lo Stato con 1,5 miliardi di euro di mancato introito IVA (verso un anno medio da 2.000.000 di vetture), conseguenze di una serie di leggi inefficaci per le finanze dello Stato, come il superbollo e l’aumento delle Imposte Provinciali di Trascrizione, ma devastanti per il mondo dell’auto. Dall’auto è quindi venuto a mancare il cospicuo sostegno che ha sempre dato all’economia, perché le famiglie e i giovani vedono oggi difficile il mantenimento e l’uso dell’automobile, spremuti come sono dalle tasse e dalle incertezze sul lavoro.

Occorre che il Governo imposti nuove azioni capaci di far riprendere i consumi e con essi rilanciare la propensione verso l’auto. Invece il Decreto Sviluppo, attualmente in approvazione, va sì nella direzione della parte virtuosa del mercato dell’auto ma, nella sostanza, inciderà solo su circa l’1,4% delle vendite (canali noleggio e società), non determinerà alcun sostegno reale alla domanda, cosa di cui avremmo, invece, bisogno almeno per i prossimi 3 anni, per avere il tempo di riorganizzare il sistema distributivo.

Il provvedimento che riguarda l’auto sarà, pertanto, inefficace e inapplicabile: ad esempio, la prevista rottamazione sulle auto aziendali, nella pratica, non si verificherà mai, perché non esistono società folli che tengano le vetture per 10 anni. Tali misure, quindi, faranno spendere inutilmente altre risorse allo Stato: allora meglio dirottarle sulla riduzione dell’enorme pressione fiscale sull’auto; sarebbe di beneficio per tutti”.

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