Lo stabilimento Fiat di Pomigliano chiude dal 20 al 31 agosto: cosa sta accadendo?

FIAT POMIGLIANO D'ARCO: LINEA DI PRODUZIONE

Acque agitate per lo stabilimento Fiat di Pomigliano. Problemi sindacali, sentenze del Tribunale ed ora anche un fermo nella produzione: cosa sta accadendo?

Partiamo dalla notizia odierna: lo stabilimento si fermerà dal 20 al 31 agosto, dopo la chiusura estiva, a causa della crisi del mercato che ha colpito il settore automobilistico. Ad annunciarlo è stata la Fiat che in una nota ha comunicato che saranno messi in cassa integrazione ordinaria 2.150 lavoratori dello stabilimento campano.

Sempre nel comunicato si legge che “la scelta è dovuta al fatto che in Italia il mercato delle auto si posiziona sui livelli del 1979 e questo sta penalizzando Fiat soprattutto nel segmento delle city car dove, con Panda e 500, detiene circa il 60% di quota”. Una crisi che non accenna a fermarsi con un -6,30% in Europa nei primi sei mesi del 2012, -24,4% a giugno in Italia e -19,7% nel primo semestre. Situazione che impone alla casa italiana di ridurre la produzione per evitare inutili e costosi accumuli di vetture. Fiat fa sapere anche che nei prossimi mesi la situazione sarà oggetto di continuo monitoraggio.


Nel frattempo quattro lavoratori di una società della Fiat di Pomigliano, sono stati licenziati dalla propria azienda, ed uno di loro, Silvio Antignani di 58 anni, si è incatenato per protesta lunedì per alcune ore davanti allo stabilimento. La Manitalidea, azienda per la quale lavora, ha annunciato che reimpiegherà i lavoratori, che erano collocati nelle attività di servizio postale per Fiat, nel servizio pulizie industriali, ma per la metà delle ore lavorative.

Oltre ad Antignani di Pomigliano, delegato della Fim-Cisl, sono stati mandati a casa Domenico Lo Tufo, 59 anni, di Acerra, rsu Fiom, Gennaro De Micco, 59 anni, di Barra, rsu Uilm, e Sabatino Raimo, 41 anni, di Mariglianella. Nonostante le lettere di licenziamento fossero state consegnate venerdì, dopo due ore di sciopero proclamate per protestare contro l'organizzazione del lavoro, la mancata stabilizzazione di alcuni lavoratori part-time e la mancata attuazione degli accordi con il Lingotto per i benefit da riconoscere agli operai, i quattro si sono presentati comunque davanti ai cancelli per tentare di entrare, ma sono stati fermati dai vigilanti.

Silvio Antignani ha così commentato al sito campano Il Mediano:

“Un ricatto vergognoso, inaccettabile prima ci licenziano e poi ci dicono che ci riprendono se rinunciamo a due terzi dello stipendio. Intanto sostituiscono le nostre mansioni violando le più elementari regole, cioè utilizzando un impiegato, che ha mansioni diverse e che ora però sta portando la posta che consegnavamo noi: vale a dire che una sola persona ne sta rimpiazzando quattro ”.

I licenziamenti colpiscono per la prima volta la nuova fabbrica di Pomigliano, la Newco Fabbrica Italia, riaperta da otto mesi, che con la produzione della nuova Panda avrebbe dovuto rilanciare tutto il settore. Si tratta di tagli importanti perché sono stati fatti utilizzando la giusta causa, ma anche perchè tre dei quattro licenziati sono sindacalisti. Questi ultimi sostengono anche che ci sia una presunta irregolarità della procedura di licenziamento e che sia stato violato l’articolo 14 dello Statuto dei lavoratori perché prima di attuare i tagli dovevano essere informate preventivamente le strutture sindacali.

Nel frattempo il Tribunale di Torino ha respinto il ricorso di quattro dipendenti dello stabilimento Fiat di Pomigliano che chiedevano di essere assunti da Fabbrica Italia Pomigliano Spa. Nel ricorso veniva evidenziata l'illegittima e strumentale costituzione della Newco realizzata in violazione dell'articolo 2112 del codice civile. Una sentenza opposta a quella emessa dal Tribunale di Roma, che obbliga il Lingotto, che ha presentato ricorso, ad assumere 145 lavoratori in Campania.

Il sindacalista Vittorio Granillo, del coordinamento nazionale del sindacato di base, dice al Corriere della Sera che la battaglia legale continuerà:

“Siamo convinti delle motivazioni che ci hanno spinto a citare la Fiat quindi non ci fermeremo e presenteremo appello, non appena saranno rese note le motivazioni della sentenza”.

Il legale della Fiat Diego Dirutigliano dichiara all'Agi:

“Pochi giorni dopo l'anomala decisione del Tribunale di Roma, viene ora riconosciuto in modo netto a Fabbrica Italia Pomigliano Spa il diritto di decidere se, quando e chi assumere. Si tratta di una pronuncia che rispetta i principi basilari fissati dalla Costituzione in materia di libertà delle imprese di svolgere la attività economica in modo autonomo, efficiente e produttivo, senza interferenze esterne e senza obblighi di assumere dipendenti non necessari rispetto alle esigenze, solo perchè appartenenti ad una sigla sindacale".

Foto | © TM News

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