Fallimento De Tomaso: arrestato Rossignolo

Gian Mario Rossignolo, patron della De Tomaso, è agli arresti domiciliari. Secondo quanto riportano diverse agenzie di stampa, il provvedimento è stato eseguito questa mattina dalla Guardia di Finanza. La contestazione riguarderebbe finanziamenti pubblici per sette milioni e mezzo di euro erogati per corsi di formazione professionali mai avviati.

La notizia arriva dopo l'ufficialità del fallimento di De Tomaso, così come stabilito del Tribunale di Livorno con la conseguente nomina del curatore fallimentare. Anche il Tribunale di Torino dovrà pronunciarsi in merito, ma al momento non è ancora chiaro se esiste un conflitto di competenze territoriali, questo lo stabilirà la Corte di Cassazione. Sono circa 1.200 i dipendenti, tra Grugliasco e Livorno, la cui cassa integrazione scadrà tra un anno e che sperano che arrivi un altro imprenditore pronto a rilevare la casa automobilistica.

La De Tomaso è stata acquistata nel 2009 dall’imprenditore Gian Mario Rossignolo tramite una sua controllata, la Innovation in Auto Industry S.p.a. L'accordo siglato il 15 ottobre 2009 tra la De Tomaso Automobili S.p.A. e la Pininfarina, stabiliva che l'azienda di Rossignolo aveva acquisito tutte le attrezzature dello stabilimento ex Pininfarina di Grugliasco. Nell'ambito dell'operazione, lo stabilimento diventava di proprietà della SIT s.r.l. (Sviluppo Investimenti Territorio), una società partecipata della Regione Piemonte e concesso in affitto alla De Tomaso.

Tutti i modelli di auto De Tomaso
Tutti i modelli di auto De Tomaso
Tutti i modelli di auto De Tomaso
Tutti i modelli di auto De Tomaso

L’imprenditore Rossignolo voleva anche acquistare lo stabilimento fallito della Carrozzeria Bertone, poi assorbita da Fiat, e lo stabilimento di Termini Imerese. L'unico prodotto dalla nuova De Tomaso è stato il prototipo Deauville esposto al Salone di Ginevra del 2011, vettura presentata anche a palazzo Chigi, alla presenza del vicepresidente del Consiglio di allora, Gianni Letta.

L’azienda nel giro di pochi mesi avrebbe dovuto cominciare la produzione di 8.000 vetture destinate al mercato di lusso con tre modelli diversi: crossover, limousine e coupé, impiegando circa 1.000 addetti nello stabilimento ex Pininfarina di Grugliasco dove sarebbero state assemblate le scocche e svolte le lavorazioni di verniciatura e finizione.

Le lavorazioni meccaniche e di assemblaggio dei sottogruppi sarebbero invece state effettuate da 154 dipendenti nello stabilimento ex Delphi di Livorno. Ecco il motivo per cui sono intervenuti i tribunali delle due città. Erano previsti degli investimenti per oltre 100 milioni di euro che sarebbero stati spalmati in quattro anni, ma non si è fatto nulla. Rosignolo, prima della liquidazione, il 24 aprile aveva dichiarato l'interesse da parte di alcuni investitori cinesi, ma non si è saputo nulla.

La De Tomaso è dunque fallita senza aver mai prodotto una sola auto. L’avvocato Massimiliano Elia, che ha sbloccato la procedura per il fallimento a Torino, dimostrando che la richiesta di concordato non era mai stata presentata, ha dichiarato a La Stampa:

“Se è vero, come dice la famiglia Rossignolo che esiste un possibile acquirente è evidente che questo si farà vivo dopo il fallimento".

Sulla questione è intervenuto su Libero anche l’assessore regionale Claudia Porchietto:

“Chi ha avuto responsabilità in questa vicenda ne risponda. Sono convinta che da un male in questo caso possa aprirsi una fase nuova. Continueremo l’impegno a tutela dei lavoratori e dei livelli occupazionali”.

Parlano anche i sindacati, le cui dichiarazioni vengono riportate da La Stampa, Vittorio De Martino della Fiom afferma che:

“Ora il problema resta quello di garantire continuità occupazionale e capire come verranno gestiti e prorogati gli ammortizzatori sociali”.

Giuseppe Anfuso della Uilm è certo:

“Quando tali eventi si verificano le responsabilità sono sempre delle imprese che in questo caso non ha concretizzato i suoi annunci”.

Per Margot Cagliero della Fim si tratta di

“Un fatto doloroso, ma forse necessario per una ripresa produttiva”.

Per Giuseppe Failli della Fismic:

“Comincia un percorso tortuoso per trovare soluzioni per i lavoratori”.

Su IlSole24Ore sono pubblicate le dichiarazioni della famiglia Rossignolo, che avrebbe chiesto 55 milioni di euro alle istituzioni per tenere in vita l’azienda:

"Abbiamo investito 11 milioni in questi anni sotto forma di aumento di capitale, mentre non è quantificabile lo sforzo in termini di competenza e know-how per lo sviluppo del prototipo presentato della Deauville presentato nel 2011. Ci hanno supportato fino a che abbiamo sviluppato il prototipo, poi tutto si è fermato".

Tutti i modelli di auto De Tomaso
Tutti i modelli di auto De Tomaso
Tutti i modelli di auto De Tomaso
Tutti i modelli di auto De Tomaso

Foto | © TM News

  • shares
  • Mail
52 commenti Aggiorna
Ordina: