Il primo semestre di Fiat

Fiat - LingottoIeri consiglio d'amministrazione per approvare i conti del primo semestre 2006 del Gruppo Fiat (pdf).

A livello di gruppo il fatturato è cresciuto del 14,7% rispetto al primo semestre del 2005: da 22,8 a 26,2 miliardi di euro. Il risultato della gestione ordinaria è in netta crescita (da 407 a 982 milioni di €), mentre l'utile netto è quasi invariato: scende da 510 a 482 milioni di €, ma bisogna considerare che nel primo semestre del 2005 erano entrati 1,1 miliardi di € dell'indenizzo GM, senza il quale ci sarebbe stata una perdita di 251 milioni di €.

Ottimi i risultati di Fiat Auto, che per la prima volta dal 2001 Fiat ha consegnato oltre un milione di vetture in un semestre (+17,5% rispetto al 2005): fatturato in crescita del 22% (da 9,6 a 11,8 miliardi di €), con un risultato della gestione ordinaria che passa da una perdita di 217 milioni di € a un utile di 145 milioni di € (183 se si includono la perdita di Maserati e l'utile di Ferrari).

Visti i risultati, il gruppo Fiat ha alzato le previsioni per il 2006: l'utile netto per l'intero 2006 dovrebbe essere attorno agli 800 milioni di €, l'auto dovrebbe essere in utile per 200 milioni di €, con vendite che si sperano superiori ai 2 milioni di vetture. Nei prossimi anni l'obiettivo è di raggiungere i 2,5 milioni di auto/anno, da raggiungere con l'arrivo di nuovi modelli tipo la Bravo e la 500.

Nella giornata di ieri Fiat ha anche annunciato tre alleanze: con la russa Severstal per la produzione della versione precedente del Ducato per i mercati aziendali; con la cinese SAIC per la produzione in Cina dei veicoli pesanti della gamma Stralis e di motori diesel medio-grandi; con Credit Agricole per costituire una joint-venture per il credito al consumo in cui confluirà Fidis, che si occuperà dei finanziamenti per l'acquisto di auto del gruppo, del leasing e della gestione flotte.

Rimane l'attesa per il "partner importante" il cui nome dovrebbe essere annunciato nei prossimi giorni, ma i giornali finanziari sembrano scommettere su un allargamento dell'alleanza con l'indiana Tata, mentre sono sparite dalla scena le voci che volevano importanti accordi con costruttori di lusso europei per il marchio Alfa Romeo.

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