Pirelli Cinturato P7 Blue: test in Valencia

Torniamo a parlare dell’evento Inside the Action organizzato da Pirelli a Valencia per celebrare il venticinquesimo compleanno del suo storico pneumatico P Zero e la nascita del nuovo Cinturato Pirelli P7 Blue. Dopo il primo post realizzato in tempo reale durante la giornata stessa nelle prossime righe focalizzeremo la nostra attenzione su questa new entry, prodotto sul quale l’azienda italiana punta molto, e le nostre impressioni maturate alla fine di un’intensa giornata di prove.

Tutto è incominciato sul circuito Ricardo Tormo dove come già saprete, per prima cosa, abbiamo potuto girare a bordo di alcune meravigliose superacar gommate P Zero. A nostra disposizione sul bel tracciano spagnolo erano presenti McLaren MP4-12C, Porsche 911 S, Lamborghini Aventador e Gallardo. Oltre a queste auto mozzafiato erano presenti anche vetture più “comuni” - Audi, Alfa Romeo, BMW, Mercedes e Volvo - che abbiamo utilizzato prima in pista, su un percorso che simulava le condizioni da bagnato, e poi in strada.

Il nuovo Cinturato P7 Blu è stato appositamente ideato e realizzato per garantire alle auto di media cilindrata, utilizazte prevalentemente nella vita quotidiana, un elevato chilometraggio oltre a spazi di frenata ridotti e una bassa rolling resistance. La gamma P-Zero, invece, nasce per soddisfare le esigenze di auto più sportive che spesso vengono utilizzate anche in pista. Quanto detto vale soprattutto per il P Zero Corsa System che rappresenta il prodotto più sportivo della gamma stradale. Oltre a fornire prestazioni elevate in termini di grip e tenuta laterale va in contro anche alle più larghe esigenze del guidatore stradele e tiene conto di molti aspetti, fra cui la tenuta sul bagnato, il feeling di guida e la capacità di trasmettere al driver informazioni fondamentali come la perdita di aderenza e la capacità di smorzare le vibrazioni trasmesse dalla strada.

Pirelli Cinturato P7 Blue
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Il nuovo Cinturato P7 Blu

Pirelli Cinturato P7 Blue

Il nuovo Pneumatico nasce dall’interactive development process, un particolare processo che si suddivide in due step: Nella prima fase avviene un’interazione fra diversi team d’ingegneri appartenenti a dipartimenti diversi, tra tecnici delle fabbriche e ricercatori di base che studiano e sperimentano nuovi materiali. Grazie a uno scambio di opinioni s’individuano le aree di miglioramento delllo pneumatico di partenza e si sviluppano e testano soluzioni maggiormente idonee.

La seconda fase, invece, si basa su un uso intensivo dei modelli matematici al computer che consentono di sviluppare le condizioni più adeguanti alle diverse condizioni di marcia per mezzo di simulazioni. Detto ciò, analizziamo la struttura caratterizzata da una carcassa più rigida (rispetto al modello classico) in seguito all’utilizzo di materiali di ultima generazioni e al fianco, in grado di garantire una flessibilità progressiva e un rinvigorimento dell’area di pressione.

La maggiore rigidità riduce la deformazione e, di conseguenza, la dispersione di energia diminuisce. Assieme ad essa, poi, si abbassa anche la resistenza al rotolamento. In questo pneumatico cambiano inoltre le mescole che impiegano polimeri di ultima generazione, a basso contenuto di olii, sviluppati dai ricercatori della P lunga per incrementare la performance frenante e ridurre la rolling resistence. Sempre per ottenere questo risultato la composizione del battistrada avviene su più livelli di mescola.

Pirelli Cinturato P7 Blue
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Il P7 Blu, primo pneumatico a ottenere la doppia “A” nell’etichettatura europea -obbligatoria dal primo novembre 2012 per gli pneumatici destinati ad autovetture, veicoli commerciali leggeri e pesanti- migliora la frenata sul bagnato fino a 2,6 metri rispetto a pneumatici di categoria “B” e abbassa la rolling resistence del 23% rispetto a un pneumatico di classe “C”.

Tutto ciò porta anche a dei benefici ai consumi e al portafoglio quantificati, dalla Pirelli, rispettivamente nell’ordine del 5 % e dei 90 Euro l’anno. Vi ricordiamo infine che questo prodotto è già disponibile sul mercato europeo con le prime 11 misure, e, entro fine anno arriveranno altri tre calettamenti.

Pirelli Cinturato P7 Blue
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All’atto pratico il pneumatico si è comportato in modo abbastanza soddisfacente in ogni condizione, indipendentemente dall’auto e dalla gommatura utilizzata. In pista abbiamo testato il P7 Blu, ideato e realizzato per gli automobilisti più sensibili alla sicurezza, su un breve tracciato dove dei getti d'acqua continui simulavano le condizioni da bagnato. In questa particolare situazione il grip a disposizione del conducente raggiunge un buon livello. In casi limite, la perdita d’aderenza risulta abbastanza graduale e costante; questo permette, nella maggior parte dei casi, di salvarsi in corner.

L’atteggiamento globale è risultato positivo anche durante il giro stradale di circa 160 chilometri nella regione circostante. Per prima cosa bisogna sottolineare la discreta silenziosità offerta (migliorata rispetto al classico P7), un fattore importante e da non sottovalutare, sopratutto per chi utilizza la propria vettura quotidianamente e macina chilometri su chilometri. Alzando i ritmi, su un pezzo tortuoso, abbiamo forzato molto in curva e dato anche più sterzo del dovuto. Il risultato: si è avvertito solamente in modo lieve il fenomeno della deriva dello pneumatico e lo sterzo ha mantenuto sempre una buona precisione.

Pirelli Cinturato P7 Blue
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Bisogna inoltre complimentarsi con l’azienda italiana, che nonostante il difficile periodo nel quale ci troviamo continua a credere nel futuro in modo positivo e non smette d’investire nella ricerca di tecnologie sempre più evolute volte a soluzioni innovative per la mobilità sostenibile. In questo ambito Pirelli impegna 1.200 ricercatori, distribuiti nei Centri R&D di Brasile, Stati Uniti, Cina, Germania, Regno Unito, Turchia e Romania, tutti coordinati da Milano. La Casa milanese che detiene oltre 5.000 brevetti, destina ogni anno all'innovazione circa il 3% del fatturato, pari a circa 150 milioni di Euro.

Pirelli Cinturato P7 Blue
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Infine, riguardo all’etichettatura degli pneumatici, Maurizio Boiocchi (Chief Technical Officer) pochi giorni fa ha affermato: “L’etichetta degli pneumatici è un’opportunità per il consumatore poichè consente di conoscere tre importanti indicatori – rolling resistance, noice e wet braking – utili per la valutazione e la scelta delle gomme, ma allo stesso tempo, resta insufficiente per comprenderne le caratteristiche complessive.

Ha poi continuato il discorso affermando che “la corretta valutazione di uno pneumatico deve tener presente anche di altri parametri, quali frenata su asciutto, tenuta su asciutto e bagnato, sia in curva, sia su rettilineo. L’etichetta non contempla tra gli indicatori la ricostruibilità e il chilometraggio, fondamentali per gli pneumatici truck, nè fa alcun riferimento a criteri specifici per gli pneumatici invernali. Resta, pertanto, imprescindibile in fase di acquisto di uno pneumatico il consiglio del rivenditore specializzato che può orientare al meglio il consumatore secondo le diverse esigenze”.

Presto vi parleremo in maniera più approfondita di come ci siamo trovati al volante delle splendide supercar che vedete in foto gommate con l’ultima evoluzione del P Zero.

Pirelli Cinturato P7 Blue
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