Multe Autovelox: la Cassazione le annulla se il controllo non è segnalato

La Corte di Cassazione annulla le multe con Autovelox non segnalati o con verbali non adeguatamente compilati: ecco tutti i particolari.

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In passato vi abbiamo già parlato di multe ed autovelox, di contestazioni e di risposte dei Ministri, ma ora anche la Corte di Cassazione, contrariamente ai Giudici di Pace, ha rilevato l'illegittimità di alcune multe fatte dagli Autovelox. Più precisamente se la presenza del sistema elettronico di rilevamento della velocità non è adeguatamente segnalata, o adeguatamente descritta nel verbale, la sanzione può essere contestata, come ci segnalano anche i nostri colleghi di Motoblog. La legge obbliga infatti la segnalazione preventiva dei sistemi elettronici di rilevamento della velocità (legge 168/2002 e Decreto Legislativo 117/2007 dell'articolo 142 del Codice della strada comma 6-bis), con i cartelli che devono essere installati con una distanza adeguata dai sistemi di rilevamento, così da avvertire tempestivamente i guidatori.

La Corte di Cassazione negli ultimi giorni si è espressa a riguardo della faccenda con l'Ordinanza 5997 del 14 Marzo 2014 nella quale accoglie un ricorso effettuato da un automobilista precedentemente negato dal Tribunale di Pordenone. La Cassazione ha così ribaltato la decisione del Giudice di Pace ritenendo corretta la richiesta del cittadino che sosteneva una violazione delle modalità con le quali l’infrazione amministrativa era stata contestata. L'automobilista aveva infatti denunciato il fatto che gli agenti che avevano emesso il verbale non avevano indicato tutte le circostanze dell'accertamento, tra cui se il segnale di preavviso del controllo di velocità fosse fisso o mobile. Così la validità dell'intero procedimento amministrativo è stata pregiudicata, con i giudici che si sono espressi così:


La pubblica amministrazione proprietaria della strada è tenuta a dare idonea informazione, con l’apposizione “in loco” di cartelli indicanti la presenza di “autovelox” dell’installazione e della conseguente utilizzazione dei dispositivi di rilevamento elettronico della velocità, configurandosi, in difetto, l’illegittimità del relativo verbale di contestazione. A tal riguardo si è puntualizzato che tale disposizione normativa non può essere considerata una norma priva di precettività, tale da consentire all’interprete di disapplicarla in ragione di un’asserita, ma inespressa ratio, che ne limiterebbe l’efficacia nell’ambito dei rapporti organizzativi interni alla pubblica amministrazione e la cui riscontrata inosservanza non inciderebbe sulla validità dell’atto di accertamento

La segnalazione preventiva dei controlli elettronici di velocità non deve mai superare i 4 chilometri e deve essere valutata da luogo a luogo, a seconda della conformazione della strada e dell'assenza di inserzioni stradali, per le quali è necessario ripetere il segnale. Le segnalazioni devono quindi avere una posizione ben visibile, sia che esse siano cartelli fissi, mobili o dispositivi di segnalazione luminosi conformi al Codice della Strada. La distanza di segnalazione varia poi anche a seconda della velocità limite della strada, con la Corte di Cassazione che ha affermato:


La preventiva segnalazione univoca e adeguata della presenza di sistemi elettronici di rilevamento della velocità costituisce un obbligo specifico e inderogabile degli organi di polizia stradale demandati a tale tipo di controllo, imposto a garanzia dell’utenza stradale, la cui violazione non può, pertanto, non riverberarsi sulla legittimità degli accertamenti, determinandone la nullità, poiché, diversamente, risulterebbe una prescrizione priva di conseguenze, che sembra esclusa dalla stessa ragione logica della previsione normativa”.

Non essendo stato assolto tale compito da parte della pubblica amministrazione […] ne consegue che l’attività di verbalizzazione delle operazioni riguardanti l’accertamento eseguito non avrebbe potuto considerarsi nella fattispecie, legittima, donde l’invalidità dell’impugnato verbale

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Secondo il Ministro Cancellieri gli autovelox non vanno segnalati

autovelox

L’accanimento del Governo nei confronti degli automobilisti vive un nuovo apice. Dopo i vertiginosi aumenti del prezzo del carburante ed i controlli fiscali per chi guida determinate tipologie di vetture, arriva l'autovelox "a sorpresa". Questo perché Anna Maria Cancellieri, Ministro dell’Intero, ha fornito la propria interpretazione sull’uso dei dispositivi mobili per la rilevazione della velocità. Ed è un provvedimento destinato a suscitare vibranti polemiche. Qualora si utilizzino apparecchi mobili – sostiene il Ministro –, non verrà applicata quella norma che impone la distanza di almeno un chilometro fra il segnale con indicato il limite di velocità e l’autovelox stesso.


L'articolo 25 della legge 120/2010, che impone la distanza di almeno un chilometro tra il segnale recante il limite di velocità e l'apparecchiatura di rilevazione da remoto, non è applicabile nei casi in cui l'infrazione è accertata tramite apparecchiature mobili, il cui uso è connotato dalla presenza di un organo di polizia stradale.

Il Giornale spiega a tal proposito che “l'articolo in questione è compreso nel pacchetto sulla sicurezza […], entrato in vigore il 13 agosto 2010”. Le norme più urgenti – come ricorderete – entrarono in vigore a partire dal 30 luglio. Il Ministro Cancellieri dirime oggi una matassa legata alla natura del testo, decisamente complicata e fumosa. Sempre Il Giornale scrive che “la circolare del Ministero degli Interni prevede che «i mezzi tecnici di controllo finalizzati al rilevamento» debbano essere collocati ad almeno un chilometro di distanza dal segnale stradale che impone il limite di velocità. Poi ci sono le precisazioni relative alle eccezioni, e più dettaglio si aggiunge che l'obbligo di rispettare la distanza minima non trova applicazione nei casi in cui «il limite di velocità sia generale per tipo di strada o sia riferito al particolare veicolo utilizzato».

Ora, se deve essere guerra a chi supera il limite di velocità, che guerra sia. Ma ci permettiamo di dire che l'obiettivo dovrebbe essere la sicurezza stradale che, alcuni comuni intelligenti, perseguono con semplici cartelli luminosi indicanti la velocità, oppure con i cartelli di "attenzione autovelox", tanto per intimorire un po'. L'autovelox "nascosto" ci pare più il classico metodo per far cassa, quando le casse sono state prosciugate. E a pensar male ci si azzecca, quando si vedono le pattuglie appostate su strade di grande scorrimento a più corsie, dove il limite di velocità a 50 km/h non sembra avere alcun senso.

Si tratta insomma del più classico fra i pasticciacci, da cui ognuno capisce ciò che più ritiene opportuno. Certo è che non dovete stupirvi se una pattuglia verrà nascosta dal cartello stesso.

Foto | TMNews";}}

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