Curiosità: il mercato italiano dell'automobile elettrica ha un potenziale di 30/35.000 vetture l'anno

Toyota RAV4 EV

“Nei prossimi anni il mercato potenziale delle automobili elettriche in Italia potrà essere di circa 30/35.000 unità vendute all’anno”. Ne è convinto Marco Martina, analista partner della società Deloitte ed esperto del settore automobilistico, che ha partecipato al convegno “E-car 2012: anno della svolta elettrica?”. La stessa Deloitte ha poi analizzato le aspettative degli automobilisti italiani nei confronti dell’auto elettrica. E’ quindi emerso che gli italiani non considerano le automobili a zero emissioni come veicoli addizionali o da città, ma “devono rappresentare un’alternativa all’auto tradizionale con un elevato rapporto qualità/prezzo”. I costruttori devono quindi ripensare i nuovi modelli ex novo, per renderli davvero fruibili ed accattivanti. In particolare ciascun marchio deve garantire confort, estetica e prestazioni in quantità simile ad una vettura con motore a scoppio.

È inoltre emerso che le strutture di ricarica sono sì fondamentali, ma comunque secondarie rispetto all’autonomia del veicolo. Questo perché in Europa 9 automobilisti su 10 percorrono in media 60 chilometri al giorno, valore garantito da qualsiasi automobile elettrica. Ad oggi il 32% degli automobilisti italiani ritiene accettabile un’autonomia inferiore a 160 km, mentre in Brasile, India e Giappone la percentuale aumenta fino al 45%. Gli automobilisti italiani prestano invece maggior attenzione ai tempi di ricarica, tant’è che il 70% del campione prenderebbe in considerazione un veicolo con un tempo di ricarica completa della batteria inferiore a 2 ore.

Gli analisti della Deloitte ritengono fondamentale agevolare la diffusione di colonnine di ricarica nelle aree pubbliche, a cui devono corrispondere iniziative di pari rilevanza destinate ai privati: gli automobilisti dovrebbero quindi aver la possibilità di collocare punti di ricarica nei parcheggi condominiali al fine di creare una rete infrastrutturale. Le case automobilistiche devono inoltre favorire la pratica dei test drive – anche attraverso iniziative “porte aperte” –, mentre le istituzioni pubbliche devono impegnarsi per sviluppare un concetto di mobilità alternativa: la presenza di flotte, taxi e mezzi di trasporto potrebbe avvicinare il consumatore a questo tipo di tecnologia.

Infine il prezzo. La maggioranza degli automobilisti italiani è infatti disposta a spendere un massimo di 15.000 euro, a cui vanno sommati eventuali incentivi. Il modello di riferimento è la Norvegia, dove non è presente IVA all’acquisto e non viene assegnato il bollo, dove i parcheggi ed i pedaggi sono gratuiti, dov'è previsto l’accesso alle corsie preferenziali e dove vi sono oltre 3.500 punti di ricarica (molti gratuiti).

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