Il Gruppo Fiat interrompe le relazioni con l'Iran

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Il Gruppo Fiat ha deciso di interrompere i rapporti commerciali con l'Iran nell'ambito delle rinnovate misure restrittive messe in atto dalla comunità internazionale nei confronti della Repubblica islamica. Il motivo del contendere, come si sa, è la presunta applicazione da parte di Teheran delle ricerche sull'energia nucleare in campo militare. Un'eventualità ripetutamente e tenacemente negata dal Paese asiatico.

L'annuncio è stato dato dal gruppo attraverso tre note diffuse da Fiat, Fiat Industrial e CNH Global. Saranno interrotte tutte le attività relative a prodotti, componenti o servizi la cui ultima destinazione conosciuta sia l'Iran. «Le vendite a soggetti iraniani concluse negli scorsi anni da società controllate di Fiat - spiega la casa costruttrice - sono peraltro non significative dal punto di vista sia quantitativo, sia qualitativo ed hanno interessato prodotti esclusivamente ad uso civile».

La decisione presa dalla holding torinese ha effetto anche su tutte le controllate, compresa la Chrysler. Una scelta vista di buon occhio dai movimenti antinucleare negli Stati Uniti. Citato dal Detroit Free Press Nathan Carleton, portavoce di United Against Nuclear Iran, ha dichiarato: «La decisione presa da Fiat è un passo nella direzione giusta e mostra l'efficacia della pressione pubblica nei confronti di queste società».

Recentemente altre case costruttrici come Peugeot, fresca dell'alleanza con General Motors, Hyundai e Porsche avevano preso iniziative simili. «Nessun produttore automobilistico dovrebbe fare affari con l'Iran - ha aggiunto Carleton - La comunità internazionale sta tentando di isolare il Paese islamico ed ogni azienda che lavora con Teheran fornisce all'Iran un appiglio vitale».

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