Mercato auto: la crisi europea colpisce le tre grandi di Detroit

Ford GM Chrysler

La globalizzazione è una realtà nella quale le grandi multinazionali sono riuscite a creare veri e propri imperi, moltiplicando i propri guadagni all’infinito. Questo stesso meccanismo ha però un’altra faccia della medaglia. La crisi del mercato europeo infatti sta colpendo piuttosto duramente le grandi case costruttrici americane, già alle prese con la difficile ripresa dopo il crollo del 2008-2009: nonostante un profitto complessivo di 3,2 miliardi di dollari le tre grandi di Detroit stanno affrontando i livelli più bassi da dicembre.

Le cause di questi rallentamenti sono numerose ed i problemi del vecchio continente ne rappresentano una fetta piuttosto ampia. L’Europa, come spiega il Detroit Free Press, si trova al punto più basso da 14 anni con valori di disoccupazione da record. Questo significa che le grandi aziende hanno la necessità di chiudere i propri stabilimenti per non avere problemi più grandi, contrastate dai governi che cercano invece soluzioni per evitare la perdita di migliaia di posti di lavoro nei rispettivi Paesi.

Ciò che si sta cercando di ottenere, con l’amministratore delegato di Fiat e Chrysler Sergio Marchionne in prima fila, è un’insieme di soluzioni a livello comunitario che permettano a tutti di affrontare le difficoltà in modo uniforme. «Qualcuno sta facendo finta di niente aspettando che si muovano prima gli altri per ottenere i vantaggi successivamente», ha affermato Marchionne alcune settimane fa.

Le maggiori sofferenze si riscontrano in quei Paesi, soprattutto nel sud europeo, in cui i governi sono stati costretti a varare misure di aumento delle tasse e riduzione delle spese innalzando in modo preoccupante i livelli di disoccupazione. «I programmi di austerity per definizione abbattono i consumi – così l’ad di Fiat-Chrysler citato dalla stessa fonte – Se l’Unione europea ha qualche valore e funzione come entità, questo è il momento di mostrare le proprie capacità».

«L’Europa è il singolo più grande problema nel valore azionario di General Motors – ha spiegato Peter Nesvold, analista di Jefferies & Co, ripreso da InautonewsSi trovano veramente tra l’incudine ed il martello». GM ha realizzato un profitto di 1,7 miliardi di dollari in Nordamerica a fronte di perdite per 256 milioni in Europa. Un problema molto sentito dato che lo Stato americano, e dunque i contribuenti, sono proprietari del 32% del pacchetto azionario dell’azienda.

GM ha recentemente deciso di avviare una partnership con Peugeot per condividere lo sviluppo e la catena di fornitura per i prossimi modelli, ma questi vantaggi non saranno visibili prima del 2015 o del 2016. «Stiamo facendo progressi quotidiani dal punto di vista dei costi – ha affermato Dan Ammann, responsabile finanziario del colosso di Detroit – Non tutte le soluzioni saranno annunciate in pompa magna». Inoltre, Opel potrebbe offrire il buyout ad alcuni lavoratori con maggiore anzianità di servizio.

Per quanto riguarda la Ford, l’amministratore delegato del ramo europeo del marchio, Stephen Odell, ha annunciato a Bloomberg News il taglio dei giorni di lavoro presso i propri stabilimenti di Valencia in Spagna e Colonia in Germania. Inoltre, è stata deciso il rallentamento della produzione presso la fabbrica di Saarlouis, sempre in Germania. In Europa dal 1° aprile alla fine di giugno Ford conta di produrre il 15% di auto in meno rispetto all’anno passato.

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