#natoimparato - Tutto sulle auto cinesi in Cina

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#natoimparato è una rubrica che troverete in giro per i blog del nostro network. Spiegherà come fare bella figura in situazioni nelle quali non sapete assolutamente nulla, ma dovete dare l’impressione di essere preparati su un tema. Un manuale di conversazione da aperitivo, un bigino per spiegarla semplice a chi non sa nulla archiviato su Twitter seguendo l’hashtag. C’è un tema sul quale volete essere imparati? Twittatelo usando come hashtag #natoimparato!

L'inquinamento di Pechino: finchè non lo vedi dal vivo non ti rendi conto della gravità della situazione. La nuvola che grava su Pechino non se ne va mai. Se non cambi aria, è proprio il caso di dirlo, non vedrai mai il cielo.

Gli automobilisti: si dividono più o meno in due grosse categorie. Gli esperti che sanno davvero tutto, e quelli che non sanno nulla, forse neanche guidare. Una via di mezzo pare sia difficile.

La guida: tutto sommato è una decina d'anni, non di più, che le automobili si sono diffuse nel Paese. E' facile capire come non esista una vera e propria cultura automobilistica. Tutti viaggiano in auto, ma lo stile di guida è un misto tra il raccapriccio ed il miracolo. Nonostante gli abituali passaggi con il rosso o l'utilizzo sistematico della corsia di emergenza, gli incidenti sono relativamente pochi.

Benzina: le auto cinesi vanno a benzina, il gpl o il metano non esiste, così almeno ci hanno detto. A Pechino non sembra essere poi così un grosso problema il prezzo del carburante. Il diesel è confinato ai mezzi commerciali. Se cercate un motivo per il quale il petrolio ha superato i 100 dollari al barile, la motorizzazione della Cina è sicuramente uno dei fattori che hanno contribuito.

Il traffico: su questo non c'è storia, il traffico di Pechino batte qualsiasi città italiana. Se siete bloccati sulle tangenziali di Milano o sul GRA di Roma sappiatelo: in confronto a loro, noi siamo dei dilettanti.

Terza corsia dinamica: l'abbiamo vista poco prima di arrivare al Salone. Simile a quella dell'autostrada nei pressi di Bologna, con una grossa differenza. Si viaggia su tre corsie ma ogni tanto, magicamente, la prima a sinistra si sgombera a suon di clacson e compare una vettura, in senso opposto. Tutti si scansano e appena l'auto è passata, il traffico torna ad occupare la terza corsia, dinamica: per l'appunto.

Salone internazionale di Pechino: tutto benissimo, se sapete leggere il cinese. Indicazioni in inglese scarsissime. Se per quelle più semplici come cilindrata e dimensioni ci si arriva per intuito, sul resto è buio totale.

L'odore delle auto nuove: ciò che foto e video non potranno mai trasmettere è il tanfo di plastica letale che si respira salendo a bordo di alcune vetture. Avete presente la plastica di certi prodotti cinesi? Immaginate di essere avvolti da tale "profumo" e avrete la stessa sensazione di disgusto che abbiamo avuto noi. Cosa che ci ha fatto pensare alla stessa automobile parcheggiata sotto il caldo sole d'Agosto. Un vero forno alimentato a gas, tossico.

La linea esterna? Non importa a nessuno. Ebbene si, i fotografi cinesi si concentrano sulla bellezza degli interni delle auto europee, fotografando estasiati ogni singolo particolare. Sono evidentemente amanti del comfort, verrebbe da pensare. Oppure, più realisticamente, qualcuno è in cerca di... "ispirazione"?

Misery non vuole morire. Ci sono modelli di auto che non muoiono mai, perchè come zombie riescono a tornare in vita sotto forma di nuove vetture. In testa a questa classifica la vecchia Toyota Rav4, declinata diverse volte in cinese mandarino, ed il Mitsubishi Pajero seconda serie tornato alla luce come Hyundai Terracan ed ora in terra cinese come Hawtai Terracan. Complimenti ai progettisti, ovviamente.

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