Peugeot 905: la mamma della 908

Peugeot 905

Qualche giorno fa abbiamo introdotto il motore 12 cilindri Turbodiesel della futura Peugeot 908. Vale la pena ricordare che un precedente, la Casa del Leone, lo realizzò qualche tempo fa con la 905. Negli Anni Ottanta, l'allora Direttore Sportivo Jean Todt, aveva portato un buon successo nei rally e nei rally africani ma dopo la soppressione, nel 1986, della categoria Gruppo B (le auto erano diventate troppo potenti ed estremamente pericolose; ma naturalmente questa consapevolezza fu raggiunta troppo tardi: quell'anno, al Tour de Corse, Henri Toivonen e Sergio Cresto, a bordo di una Lancia Delta S4, persero la vita), la Peugeot sentì la necessità di un nuovo "terreno di conquista" per il suo Know-how sportivo.Nel 1990 fu presentata la 905 LM: era equipaggiata con un 10 cilindri a V di 80° da 3,5 litri, 40 valvole, alimentazione atmosferica, 670 Cv, 750 kg.
I primi collaudi, sul circuito di Magny Cours, con alla guida Jean Pierre Jabouille, rivelano un ottimo potenziale, tanto che alla fine dell'anno la vettura è già in gara nel Campionato Internazionale Costruttori (a Montreal e in Messico, guidata da Jabouille e Keke Rosberg).
L'anno successivo, con alcune modifiche alla carrozzeria e all'aerodinamica delle ali, la 905 vince con Mauro Baldi-Philippe Alliot a Suzuka e Yannick Dalmas-Keke Rosberg a Magny Cours e in Messico.
Nel 1992, seguendo un escalation di successi esaltante, conquista il Mondiale Costruttori e quello Piloti con Derek Warwick e Yannick Dalmas (vince anche a Le Mans).
Infine, nel 1993, la 905 si prende il gusto di un ulteriore trionfo nella classica francese; tre vetture al via, tre vetture rispettivamente al primo, secondo e terzo posto: David Brabham-Christophe Bouchut-Eric Helary (5.100 km percorsi a una media 213,358 km/h), Yannick Dal Mas-Thierry Boutsen-Teo Fabi secondi, Philippe Alliot-Mauro Baldi-Jean Pierre Jabouille terzi.






























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