Mercato auto Italia: a Marzo le immatricolazioni al -26.7%; aspra la posizione di UNRAE

Analisi dei dati delle immatricolazioni di automobili in Italia nel mese di Marzo 2012

Anche per Marzo 2012 arrivano i dati UNRAE sul numero di immatricolazioni di automobili in Italia: li abbiamo raccolti per i nostri lettori in un unico documento PDF. Sembra che se a febbraio le cose siano andate male, nel terzo mese dell’anno è andata anche peggio: sono state immatricolare 138.137 vetture, un calo del 26,7% rispetto alle 188.495 dello scorso anno. Il 1° trimestre archivia così solo 406.907 immatricolazioni e una flessione del 21,0% rispetto allo stesso periodo del 2011.

Lo schiacciante binomio composto da crisi economica e pressione fiscale sempre più dura, ha contribuito a falciare ulteriormente un settore che vacilla da tempo. A questo c’è da aggiungere il prezzo dei carburanti, sempre più alto e sempre più ai limiti del ridicolo: non stupisce in tal senso l’indagine avviata dalla Guardia di Finanza per comprendere se “le recenti dinamiche che comportano l’aumento dei prezzi dei prodotti petroliferi – spiega una nota della GdF – siano da porre in relazione al mero e fisiologico andamento del mercato, ovvero se tali dinamiche siano falsate da comportamenti penalmente illeciti tali da configurare il reato di “manovra speculativa su merci”. Ma anche lo Stato ci mette del suo: alcune fra le accise che “pesano” al momento del rifornimento, sono a dir poco grottesche.

Tuttavia la questione davvero preoccupante, è che ultimamente quello dell’auto è diventato un mondo troppo vessato da politici, ambientalisti, amministrazioni comunali e chi più ne ha più ne metta. Una dimensione continuamente intaccata senza tempo per cicatrizzare, una tasca da cui sottrarre senza ritegno o limite apparente. E così, in un Paese che si dichiara “del primo mondo”, quello dell’auto sta diventando giorno per giorno un bene di lusso e, proprio per questo, sempre meno alla portata della gente comune. Da sottolineare il fatto che, in un mercato dove a marzo le auto diesel e quelle a benzina hanno perso rispettivamente il 26.20% (77.947 auto) ed il 37.41% (46.981), le vetture GPL e quelle a metano continuano a vendere sempre meglio: a marzo rispettivamente +94.55%, pari a 8.570 unità e +37.06%, pari a 4.701 unità.

Molto critica anche la posizione di UNRAE che, mediante le parole del suo Presidente Jacques Bousquet, dichiara: “L’effetto della crisi congiunturale, l’aumento continuo del prezzo dei carburanti, la forte crescita delle assicurazioni RC Auto, l’assenza di credito alle imprese, unito alle mancate consegne per lo sciopero delle bisarche è stato un mix letale che ha inciso pesantemente sul mercato dell’auto. Così il periodo più importante dell’anno in termini di stagionalità favorevole (con un peso del 30% sul totale dell’anno) se ne è andato, lasciandoci con la conferma di una tendenza (non una previsione) da 1.370.000 vetture a fine 2012 e già con 107.852 vendite in meno rispetto all’anno scorso. Sarà molto difficile riuscire a recuperare nei prossimi mesi senza interventi strutturali di sostegno all’auto.

I consumatori hanno davanti ostacoli insormontabili: le famiglie italiane dovranno superare l’impatto dell’addizionale IRPEF di fine marzo, l’aumento ICI / IMU a giugno, l’aumento dell’IVA a settembre. Inoltre, restano ancora non risolti i temi della fiscalità delle auto aziendali, della stretta creditizia su Concessionarie e Imprese, nonché l’inefficacia del superbollo nel generare risorse per lo Stato, tributo che anzi ha innescato una spirale perversa sulle auto a maggior gettito di IVA. E non sono certo rassicuranti i dati macroeconomici illustrati dall’OCSE e dal Ministro Passera con il Pil del 1° trimestre al -1,6%, la recessione prevista anche nel 2° trimestre dell’anno ed il problema occupazionale il cui tasso ha raggiunto oggi il 9,3%.

Con un mercato che crolla del 21% anche l’auto pagherà un tributo in termini di posti di lavoro, perché verrà a mancare in molte Concessionarie la massa critica di sostentamento per vendita e assistenza”. UNRAE conferma la stima che saranno circa 350 quest’anno i Concessionari che chiuderanno, con una perdita complessiva di circa 10.000 addetti.”

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