Salone di Ginevra 2015: tutto quello che nessuno ha "fotografato"

Il Salone di Ginevra 2015: tutto ciò che è stato, ciò che poteva essere e che non è stato.

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C’è qualcosa che non sia stata ancora detta, scritta, filmata o soltanto fotografata del salone di Ginevra? L’ondata mediatica ha consumato i suoi tre giorni di frenetica cronaca “live” e noi di Autoblog abbiamo registrato ogni minimo particolare minuto per minuto. Ora la parola è passata al pubblico di visitatori cui non resta che toccare con mano e verificare di persona. Come sempre, secondo un rituale da feste comandate. Il Natale dell’Auto a Detroit in Gennaio e il Capodanno a Ginevra in Marzo. Tutti gli anni, a differenza degli altri motor show che sono biennali.

Non è tutto oro

salone ginevra rolls

La conferma se ce ne fosse bisogno, viene dai big boss dell’industria motoristica: nessuno di essi può permettersi di mancare all’appuntamento svizzero per sostenere i propri successi e lanciare messaggi politici a confronto diretto con i concorrenti. Un tempo era questa la sede in cui si potevano vedere per la prima volta in assoluto i nuovi modelli, poi i ritmi commerciali sono cambiati e oggi tutto viene annunciato con largo anticipo per “prenotare” un posto sui mercati internazionali anche per le novità che saranno in vendita molto tempo dopo, ma la visione per il pubblico è comunque la più completa possibile.

Eppure, a dirla tutta, visto dalla parte del cronista e del critico di mestiere questo Ginevra 2015 merita poco più di un sei su dieci in pagella al di là dell’abile regia fatta di suoni, luci e belle ragazze. E le auto? Dietro la Ferrari 488 GTB, classica regina indiscussa del salone, la Porsche Cayman GT4 e un pugno di attraenti sportive già viste a Detroit, dall’Alfa 4C coupé e spider alla Ford GT e un abbondante show down di Mercedes e dintorni, le proposte “concrete”, quelle da consigli per gli acquisti per capirsi, non sono poi così coinvolgenti.

Alludo alla Renault Kadjar, versione maggiorata della Nissan Qashqai e primo crossover della losanga nella taglia 4,45 metri, come alla piccola Opel Karl con il nuovo tre cilindri ma senza la versione GPL, due esempi che danno la misura delle novità più popolari del salone.

Quando l’ottimismo è d’obbligo

car of the year

E’ lo specchio dei tempi che stiamo vivendo dopo sette anni di cinghia stretta che ora sembra allentarsi con i primi segnali di lenta ripresa in Europa al +6,2% in Gennaio e un possibile obiettivo 2015 di 13 milioni di auto. Ben lontani dall’euforia americana registrata a Detroit con il ritorno a 17 milioni di consegne previste entro l’anno, un obiettivo che l’Europa non potrà più permettersi, ma pur sempre un passo avanti che questa volta potrebbe essere più duraturo.

Cominciare l’anno con un po’ di sano ottimismo non guasta e non costa nulla anche se i tanti vecchi problemi dell’auto europea sono ancora da risolvere. Mentre gli acquirenti riflettono a lungo prima di firmare un ordine da qui si lanciano messaggi pressanti ai governi membri della UE. Come ha fatto Martin Winterkorn gran capo del gruppo VW con una versione aggiornata del suo precedente discorso al Salone di Parigi 2014. E anche questa non è una novità ma un restyling.

130 novità: tutto fa brodo

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Che la festa cominci, dunque. Anche il clima ha dato una mano a questo primo week end con i visitatori paganti per l’edizione numero 85 dello show automobilistico più accreditato del mondo che resterà aperto fino al 15 marzo. Non è il più grande ma è il più godibile anche in un solo giorno di visita e non manca nulla. Ed è di certo quello più autorevole, il brand premium dei saloni, l’unico in terra neutrale senza costruttori locali, che ogni anno dà il via alla stagione automobilistica.

Più di ogni altro, insomma, resta il punto di riferimento sui programmi dei costruttori e le prospettive dei mercati con una panoramica senza confini. E non importa se le novità vere sono poche o tante, dal minimo restyling al concept del futuro, tutto fa brodo e viene contabilizzato. Quest’anno ad esempio i dati ufficiali parlano di 220 “costruttori”, 900 auto esposte tra cui 130 “novità”, anche se sappiamo tutti che i marchi reali sono meno di un quarto e i debutti mondiali ancora meno. Per i futuri acquirenti, piaccia o no lo show, il salone dice la verità sullo stato dell’arte dell’auto di oggi, al di là dei roboanti annunci di parte, in cui tutti sono primi e i secondi non esistono.

Le grandi sfide e la crociata anti diesel

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A proposito di competizioni proprio la finale dell’Auto dell’anno 2015, vinta dalla VW Passat davanti alla Citroen C4 Cactus e alla Mercedes Classe C e al gruppo di coda MondeoQashqaiBmw serie 2 Active TourerTwingo, sembra confermare i trend indicati dal salone.

La vera sfida è stata quella fra Passat e Classe C nell’area medio alta con molta confusione alle spalle mentre la stessa neo eletta Passat, pur degna del premio, non ha incontrato l’unanimità di giudizio.

Di altro segno, invece, la perenne sfida di VW a Toyota per il primato mondiale molto ambito dai tedeschi più che dagli stessi giapponesi che come obiettivo primario hanno invece la leadership in materia di ecologia, dall’ibrido attuale di cui sono stati i primi promotori in assoluto all’idrogeno in corso di sviluppo.

Ed è certamente vero, come dice l’ad di Toyota Italia Andrea Carlucci, che se l’offerta di ibride fosse oggi più alta se ne venderebbero di più. Modelli a parte è questo uno dei trend destinati a trasformare e migliorare i mercati del prossimo futuro prima ancora delle elettriche proprio mentre si è aperta in Francia la sorprendente crociata anti diesel. Se l’iniziativa del sindaco (o sindaca come vorrebbe la Boldrini?) di Parigi Anne Hildago dovesse prendere piede le conseguenze sarebbero davvero esplosive. Ma questo a Ginevra è rimasto dietro le quinte.

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