Immatricolazioni di automobili ancora in calo nel mese di Febbraio e la posizione di UNRAE

Analisi dei dati delle immatricolazioni di automobili in Italia nel mese di Febbraio 2012

Anche per Febbraio arrivano i dati Unrae sul numero di immatricolazioni di automobili in Italia, che abbiamo raccolto per i nostri lettori in un unico documento PDF. Purtroppo registriamo che i risultati sono peggiori del previsto: con 161.194 auto, le immatricolazioni sono scese del 18.94% rispetto al corrispondente periodo 2011. Nel primo bimestre 2012 le vendite complessive ammontano a 268.240 unità, il 17.78% in meno rispetto al dato del 2011, quando, nonostante la crisi, ne erano state immatricolate 326.265.

Le motivazioni di questa ennesima battuta di arresto sono diverse: crisi economica generale che ovviamente porta le persone ad avere una atteggiamento più “conservativo” unito ad una tassazione sempre più dura a cui è soggetto l’automobilista. Il prezzo del petrolio nel momento in cui scriviamo è a circa 107,5 dollari al barile mentre il prezzo alla pompa dei carburanti non accenna a fermare la corsa al rialzo. E non vogliamo infierire aprendo il capitolo accise.

Da questo punto di vista si registrano interessanti percentuali di aumento sul fronte delle alimentazioni “alternative”. Rispetto al Febbraio dello scorso anno le immatricolazioni di auto a Gpl passano da 4.197 a 6.648 (+58,40) mentre le auto a metano passano da 2.694 a 3.664 (+36,01). Si tratta di numeri bassi rispetto all’immatricolato di benzina (73.248) o diesel (47.515) ma è pur sempre un trend da tenere sotto controllo. Crollo totale invece per le ibride che passano da 611 a 281 (-54.01). Si segnalano 2 vetture immatricolate a etanolo: se tra i due possessori c’è un lettore di Autoblog, è pregato di contattarci…

Dal canto suo UNRAE dichiara sul proprio sito:

Oggi ci troviamo di fronte ad una situazione che, applicando la stagionalità del mercato italiano, proietta una tendenza da 1.370.000 vendite nell’anno, il che significa un minor introito per le Casse dello Stato pari a circa 2,3 miliardi di euro di IVA e un calo del fatturato per le aziende di 13 miliardi. Le conseguenze per il settore dell’auto saranno devastanti: ne sarà colpita l’intera filiera Case, Concessionari, Riparatori, Produttori di componentistica, Fornitori.

Le Reti ufficiali di vendita perderanno nel corso del 2012 circa 350 mandati e con essi circa 7.000 addetti di concessionari, in gran parte personale altamente specializzato, che avrà difficoltà a trovare nuove collocazioni lavorative. Considerando le necessarie riorganizzazioni anche nelle Concessionarie virtuose, l’UNRAE stima un totale di 10.000 persone che perderanno il lavoro, senza accesso agli ammortizzatori sociali.

Il crollo della domanda, e quindi delle vendite di nuove auto, porterà con sé minori investimenti pubblicitari, impattando negativamente sulla carta stampata ed è ipotizzabile anche un minor interesse dei lettori per i giornali che trattano di automobili.

Le azioni proposte riguardano un piano triennale di rinnovo del parco circolante, applicare le regole europee per le auto aziendali , maggior equilibrio per le auto ad alte prestazioni, più un’azione sui concessionari e sul recupero della tassa di possesso non pagata. Da questo punto di vista:

Da tempo l’UNRAE richiama l’attenzione sull’enorme evasione del pagamento della tassa di possesso, valutata in 1 miliardo di euro sui 5,6 che le Regioni incassano. Gli evasori sono facilmente rintracciabili attraverso i sistemi informatici esistenti e le risorse recuperate potrebbero essere utilizzate per il rilancio del settore.

E’ chiaro, anzi cristallino che in questo panorama sono davvero in pochi quelli che possono permettersi di sorridere. Vedremo il prossimo mese se la situazione riuscirà quanto meno a stabilizzarsi, o se dovremo commentare ulteriormente un mercato in calo.

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