Fiat: nel 2013 produzione in Russia per Jeep. Marchionne al lavoro su possibili alleanze con Mazda o Suzuki

Jeep Compass e Grand Cherokee production-intent sports concept

Sergio Marchionne ha confermato ufficialmente una serie di indiscrezioni intorno ad un possibile accordo tra Fiat ed un soggetto russo, volto ad avviare proprio in Russia la produzione dei modelli Jeep. L'obiettivo di Marchionne, secondo quanto riportato da BorsaItaliana, è quello di partire con le operazioni entro i prossimi 24 mesi.

Le fabbriche deputate ad ospitare l'assemblaggio saranno due, situate una nei pressi di Mosca (quella un tempo gestita dalla Zil), l'altra vicino San Pietroburgo. Il partner di Fiat nell'operazione sarà Sberbank, che insieme al costruttore di Torino investirà circa 850 milioni di euro nel secondo stabilimento, da cui dovrebbero uscire 120.000 auto l'anno.

Se l'accordo finanziario è stato concluso, quello industriale è prossimo alla definizione: Marchionne si augura di costruire la prima Jeep "russa" già l'anno prossimo. Almeno una delle due fabbriche, sottolinea Reuters, entrerà in funzione nel 2013, "poi il resto sarà più a lungo termine", ha precisato il numero uno di Fiat-Chrysler.

Oltre che in Russia, Fiat è attiva anche su un altro fronte, come ha ribadito l'ad e riportato l'AGI. Marchionne sta tuttora valutando un'alleanza internazionale tra le possibilità ancora aperte nel settore dell'auto: "Ci stiamo muovendo, possiamo essere un socio attivo in qualsiasi paese del mondo", ha affermato il dirigente. Specificando che se in Europa le strade ancora aperte sono poche, in Asia ci sono opportunità più interessanti. Due su tutte: "Mazda e Suzuki", come indicato da Marchionne.

La riunione dell'Acea (l'associazione dei costruttori automobilistici europei) tenutasi ieri a Bruxelles è stata per Marchionne anche l'occasione di tornare sulle vicende industriali e occupazionali italiane. E come sempre è stato molto chiaro: "Manteniamo una politica industriale che dia la possibilità agli stabilimenti di raggiungere un livello di produzione adeguato per competere a livello internazionale ed esportare, soprattutto negli Stati Uniti, con l'enorme opportunità che la Fiat si è creata andando in America, che è disposta a mettere a disposizione di tutto il paese. Ma questo deve avvenire a condizioni estremamente chiare: non posso continuare a perdere soldi in Europa semplicemente per mantenere in piedi un sistema industriale che poi economicamente non ha basi".

  • shares
  • Mail
66 commenti Aggiorna
Ordina: