Uccide un ragazzo andando in contromano: solo una sospensione della patente

Se la cava alla grande l'autista 25enne colpevole della morte del ragazzo di Montefalcione.

Alfredo Iannuzzi, un ragazzo di 21 anni, ha barbaramente perso la vita lo scorso mese di maggio lungo la variante 7 bis nel comune di Manocalzati, in provincia di Avellino. La causa è stata un'altra giovane, di 25 anni, proveniente dal casello autostradale Avellino est, che al volante di una Fiat Panda viaggiava in contromano: lo ha colpito in pieno sbalzandolo dal suo scooter. Iannuzzi, pur indossando il casco, è morto sul colpo.

Ora è arrivata la sentenza emessa dal Tribunale di Avellino: 9 mesi di sospensione della patente per l'artefice dell'accaduto. Una pena che a nostro parere è parecchio sottodimensionata considerando la pericolosità della manovra. Ovviamente la decisione non rende giustizia alla madre della vittima, che si sente disperata ed è assolutamente sconvolta e disillusa nei confronti delle istituzioni italiane, così come ha dichiarato al Mattino:

Alfredo è stato ucciso una seconda volta. Non chiedevamo affatto vendetta ma solo giustizia per la sua morte. È vero che mio figlio non tornerà più ma la giustizia italiana ha stravolto ulteriormente la nostra vita.

I giudici, di contro, affermano di avere attribuito alla ragazza il massimo della pena possibile, poiché, fin dall'inizio del procedimento, si era avvalsa del patteggiamento allargato.

alfredo iannuzzi

Mentre gli amici rendono omaggio ad Alfredo sulla sua pagina Facebook, episodi come questo riportano alla ribalta la proposta di legge sull'omicidio stradale, promessa già un'anno fa dall'allora ministra Cancellieri e che deve ancora essere promulgata.

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