Waze favorisce atti di violenza contro la Polizia?

Due ufficiali di Polizia criticano le funzionalità dell'applicazione Waze, che può facilitare l'individuazione di pattuglie sul territorio.

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Due sceriffi statunitensi hanno formulato pesanti accuse nei confronti dell’applicazione Waze, di cui gli utenti si servono per fornire aggiornamenti sul traffico o su altri avvenimenti in tempo reale. A loro avviso il software può rivelarsi utile per i malintenzionati, che possono scoprire in tal modo la posizione delle pattuglie e compiere atti di violenza nei confronti degli agenti. Per questo motivo Sergio Kopelev e Mike Brown accusano i vertici della società di facilitare l’individuazione delle pattuglie.

Secondo loro è necessario che Google – proprietaria della fortunata app, utilizzata da oltre 50 milioni di utenti – rimuova la funzione che permette di assegnare un logo alle pattuglie, sia che queste svolgano attività sul territorio e sia che si trovino ad esempio fuori da un bar. La funzione tuttavia non è recente. Perché solo ora gli agenti chiedono di eliminarla? Il problema sorge dopo che è diventata pubblica la scansione che pubblichiamo in fondo al post.

A sinistra c’è la pagina di Waze, in cui viene segnalata la posizione di alcune pattuglie. L’immagine è stata pubblicata su Instagram, dov’è intervenuto per commentarla l’utente dontrunup. Questi potrebbe essere il latitante Ismaaiyl Brinsley, 28enne, balzato agli onori delle cronache perché accusato di aver ucciso due agenti di polizia in risposta agli omicidi di Micheal Brown ed Eric Garner. Un portavoce di Waze ha spiegato che è intenzione della società assicurare i più elevati livelli di sicurezza. Tutte le informazioni sono condivise con gli organi di polizia.

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