Progetto Cobra: allo studio le pastiglie freno del futuro

Le pastiglie freno potrebbero essere più performanti dal punto di vista ambientale.

Freni_brembo

Come saranno composti i freni delle nostre automobili nel futuro? Una prima risposta potrebbe presto darcela il “Progetto Cobra”: no, non si tratta di un nuovo film con l’inossidabile Sylvester Stallone ma di una pionieristica ricerca avanzata, finanziata in parte dal progetto LIFE+ della Comunità Europea; il tutto nasce dalla collaborazione di Brembo, leader mondiale nella progettazione, sviluppo e produzione di sistemi frenanti, Italcementi attraverso il proprio centro tecnico di gruppo - CTG, l’Istituto Mario Negri impegnato nella ricerca biomedica e sull’impatto degli inquinanti su ambiente e salute e CiaoTech S.r.l. di PNO Group, società specializzata nel supporto ai processi di innovazione, di trasferimento tecnologico e di valutazione degli impatti ambientali. Ecco cosa si legge nella nota stampa di Brembo:


Kilometro Rosso, Parco Scientifico Tecnologico il cui compito è incentivare la Ricerca, lo Sviluppo e l’Innovazione tecnologica tramite lo sviluppo di reti di relazioni interdisciplinari e multisettoriali, ospita al suo interno tre dei quattro partner del progetto (Brembo, Italcementi, Istituto Mario Negri). Cobra è la dimostrazione di come la spinta innovativa venga facilitata dalla contaminazione tra realtà organizzative differenti.

Attualmente il sistema frenante è composto da alcuni elementi principali: le pinze, i dischi e le pastiglie dei freni. Le pastiglie, che sono progettate per sopportare le forze frenanti generate dalla pinza e le alte temperature dell’attrito, sono normalmente composte da resine fenoliche termoindurenti e da altri componenti di rinforzo e riempimento. Il Progetto Cobra, forte delle competenze di aziende leader nei settori dei sistemi frenati e del cemento, ha come obiettivo quello di sviluppare delle pastiglie innovative, che possano rendere il sistema frenante ancor più performante dal punto di vista ambientale, attraverso l’impiego, tra i diversi elementi, di materiale cementizio.

Progetto_Cobra_Brembo

Le nuove potenzialità date dalle tecnologie e il talento dei ricercatori impegnati in una costante ricerca di sistemi e materiali innovativi hanno così dato origine a questo progetto di sviluppo pre-industriale che identifica in una particolare miscela idraulica, composta in parte da materiali innovativi a base di cemento, l’elemento focale nella produzione delle pastiglie e quindi nella progettazione e nella realizzazione di sistemi frenanti di nuova generazione.

Infatti, l’impiego di un materiale innovativo a base cementizia potrebbe consentire una significativa riduzione nella produzione di materie prime del consumo di energia in ordine del 90% e di acqua in ordine del 95%. Nell’ambito del progetto, verranno inoltre valutati gli aspetti connessi all’impatto ambientale dei vari materiali utilizzati."

“Progetto Cobra”, partito da alcuni mesi, vedrà impegnati nei prossimi quattro anni 41 ricercatori di ambiti ed esperienze diverse. Come anticipato in apertura, questa ricerca è stata selezionata dalla Comunità europea per ricevere un contributo di 1,48 milioni di euro, attraverso il bando LIFE+. Un investimento importante, che affianca l’impegno economico e di ricerca dei partner su un costo globale di progetto di 3,8 milioni di euro.

La nostre domande agli esperti della Brembo

Brembo

D: Nel comunicato che avete diffuso si parla di 41 ricercatori che saranno impegnati sul progetto: sono ricercatori universitari o tecnici appartenenti alle aziende della “cordata Cobra”?

R: "Il progetto prevede la partecipazione unicamente di tecnici appartenenti alle aziende della “cordata Cobra”."

D: Questi ricercatori, che saranno impegnati per i prossimi 4 anni, svolgeranno questo lavoro a tempo pieno?

R: "Il progetto finanzia un determinato monte ore (FTE), che sono distribuite sui 41 ricercatori. Per cui essi non sono dedicati unicamente al progetto, ma questo è certamente prioritario sulle rispettive attività di lavoro."

D: Progetto Cobra è un’iniziativa nata all’interno del parco scientifico “Kilometro Rosso”, che ospita al suo interno i ¾ dei partner coinvolti nel progetto. Cosa rende fondamentale “Kilometro Rosso” per la riuscita di questo studio che coinvolge aziende impegnate in ambiti così diversi?

R: "Il Kilometro Rosso è un Parco Scientifico e Tecnologico, nato per cercare di favorire lo scambio di competenze/conoscenze tra le diverse aziende che lo compongono. Il progetto Cobra ne è la dimostrazione: aziende di settori completamente diversi, che lavorano assieme, per favorire la migrazioni di competenze tra i diversi laboratori di ricerca. Questo ha permesso a noi, ma anche alle altre aziende coinvolte, di vedere i problemi di tutti i giorni con occhi diversi, da una diversa prospettiva, facendoci comprendere meglio i diversi fenomeni allo studio."

D: E’ stato Kilometro Rosso a pensare di poter proporre il “Progetto Cobra” alle aziende coinvolte o ce ne è stata una in particolare fra esse da cui è partita l’idea di una sviluppo “interdisciplinare” da svolgersi all’interno del parco scientifico?

R: "Inizialmente Brembo cercava aiuto e competenza nei laboratori di Italcementi e dell’Istituto Negri. Dal confronto comune è nato il Progetto Cobra, che è stato la conseguenza naturale maturata comunemente, con il supporto PNO, fondamentale per istruire la pratica."

D: Nel comunicato si parla di impatti ambientali e dei target che si vorrebbero raggiungere (iduzione nella produzione di materie prime del consumo di energia in ordine del 90% e di acqua in ordine del 95%). Ma quale potrebbe essere l’impatto sulla salute generato dalle pastiglie freno “Cobra”? In passato la polvere delle pastiglie è stata indicata come altamente tossica e cancerogena: le nuove “Cobra” potrebbero risolvere od attenuare questa problematica? Ci sono dei target specifici in questo senso?

R: "Questo non è uno dei temi allo studio per Cobra. Brembo ha però anche un altro progetto in essere, che si chiama REBRAKE, che studia se ed eventualmente quanto sono dannose le polveri provenienti dall’usura durante la fase di frenata, in collaborazione con le Università di Trento e Stoccolma."

D: Le pastiglie freno che state studiando potrebbero trovare posto, in futuro, anche sulle auto da competizione più spinte o saranno progettate esclusivamente per le comuni auto stradali?

R: "Il Progetto Cobra è partito da poco e ha come scopo quello di capire se tecnologicamente e tecnicamente è possibile sostituire la tesina fenolica con un legante cementizio. Ogni altro tipo di valutazione è al momento prematura, compresa l’esatta applicabilità dello stesso."

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