Il presidente dell'Abruzzo prevede di prendere un centinaio di multe [Video]

La dichiarazione provocatoria di Luciano D'Alfonso è stata pronunciata in risposta all'interrogazione riguardo la multa presa dalla sua auto di servizio per eccesso di velocità.

Non solo ha preso una multa per eccesso di velocità, ma dichiara che potrebbe averne collezionate già una dozzina e che in totale, alla fine del suo mandato, saranno anche un centinaio. Così risponde Luciano D'Alfonso alle critiche mosse da Mauro Febbo, in seguito alla multa per eccesso di velocità presa l'estate scorsa e per la quale il governatore dell'Abruzzo ha presentato più di un ricorso.

Con un atteggiamento che può essere eufemisticamente definito audace, il presidente non solo si è giustificato per la condotta contraria alle norme del Codice della Strada, ma si è anche vantato adducendo che le multe da lui raccattate sarebbero indice del suo vorticoso dinamismo nel seguire in lungo e in largo gli interessi della regione che presiede. E poi, un po' piccato, conclude: "Colui che ricopriva questa carica prima di me è riuscito a prendere anche 196 contravvenzioni nello stesso mandato".

La speranza è che tanto dinamismo non si trasformi in qualche vittima innocente che abbia la sventura di incontrarlo nel suo cammino.

Il governatore dell'Abruzzo viene multato per eccesso di velocità 23/01/2015

Palazzo_Silone

È capitato a tutti: un contrattempo, un imprevisto, una coda che ci ha rallentato pesantemente sulla nostra tabella di marcia. L'impulso è quello di pigiare un po' di più sull'acceleratore per non fare tardi a quell'appuntamento o a quel colloquio tanto importante, ma il rischio di incappare in un autovelox è sempre dietro l'angolo. Deve essere capitata la stessa cosa anche a Luciano D'Alfonso, presidente della regione Abruzzo: la Polizia Stradale ha infatti elevato alla sua auto di servizio una multa per eccesso di velocità, lungo l'autostrada A25 Torano - Pescara, dell'importo di 1405 euro: una somma maggiorata in quanto l'infrazione in oggetto è avvenuta tra le 22 e le 7 del mattino, precisamente alle 6,40.

Il governatore però, invece che pagare semplicemente per l'infrazione commessa, da lui o molto più probabilmente dal suo autista spronato ad infrangere il limite di velocità, ha deciso di presentare ricorso alla prefettura dell'Aquila. Il prefetto, però, ha rigettato la richiesta di annullamento del verbale ritenendo che non ci fosse alcun motivo per presentarlo, condannando dunque il governatore abruzzese a pagare la multa, le spese di spedizione del verbale, del bollo di quietanza oltre alle spese di notifica dell'ordinanza.

D'Alfonso, pervicace nel non volere pagare la contravvenzione come un normale cittadino, presenta un ulteriore ricorso presso il giudice di Pace di Avezzano, competente in quella zona, e in autotutela dinanzi al Prefetto dell'Aquila: per mettere in atto questa ulteriore controffensiva, con la delibera regionale n° 21, ha assegnato a due avvocati della regione il compito di difenderlo. La pietra dello scandalo è stata scagliata da Mauro Febbo, presidente della commissione di vigilanza regionale, che si interroga su chi sarà a pagare le multe e tutte le spese se alla fine del procedimento D'Alfonso risulterà dalla parte del torto. Non si è fatta attendere la replica di Camillo D'Alessandro, sottosegretario alla presidenza, in difesa del governatore:

Ci troviamo di fronte ad una violazione posta in essere per garantire l’adempimento di un dovere istituzionale, ai sensi dell’art. 4 della legge 689/81. Tale dovere istituzionale si esplicava nella necessità di partecipare ad un riunione presso il Ministero dello Sviluppo Economico a Roma, prevista alle ore 8:00.

Ora resta da vedere l'esito del secondo ricorso, anche se c'è il sospetto che la burocrazia non andrà tanto velocemente quanto l'auto presidenziale.

Foto | Wikimedia Commons

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