Il 2014 secondo Autoblog: l'auto italiana, oggi

In quale condizioni versa oggi l'automobile italiana? Tutto sommato buone, e ci rende ottimisti per l'anno da poco iniziato.

2014

Nel 2014 è cambiato il Codice della Strada. Molti si sono lanciati in promesse ed altri non le hanno mantenute. L’automobile stessa si è evoluta, portandoci a formulare bilanci ed a trarre determinate conclusioni. Qual è invece la situazione dell’industria automobilistica nel nostro paese? Con questo post fornisco la mia visione sul tema.

5 - Com'è l'auto italiana, oggi

Maserati Ghibli

L’anno appena concluso verrà ricordato per i segnali di ripresa forniti dall’automobile italiana. L’esempio più significativo riguarda Maserati, passata dall’essere un marchio estremamente di nicchia a rappresentare una validissima alternativa ai giganti del lusso. I numeri di vendita sono incoraggianti, e premiano l’audacia di chi ha assunto le decisioni più rischiose: a metà 2014 il Tridente aveva quasi pareggiato il venduto dell’intero 2013. È ancor più indicativo notare che dallo stabilimento di Grugliasco – che ha beneficiato di investimenti pari al miliardo di euro – escano vetture destinate per il 95% all’esportazione. L’ex impianto Bertone produce un giro d’affari quantificato in 3 miliardi di euro, lo 0.2% del PIL italiano.

Di pari vitalità gode la fabbrica di Melfi, completamente rinnovata – anche in questo caso l’investimento è pari al miliardo – e dove si lavora su tre turni per assemblare le Fiat 500X e Jeep Renegade, ovvero le prime due vetture del gruppo Fiat-Chrysler nate da una base comune e destinate principalmente all’esportazione. Cito ancora gli investimenti su Mirafiori e sul marchio Alfa Romeo per dimostrare come la lunga fase di stallo e di oblio sia (definitivamete?) conclusa. Il diritto di critica è ovviamente legittimo e del tutto autorizzato, ma non si può negare che il Lingotto stia lavorando per rimettersi da quell’anemia che per troppo tempo l’ha caratterizzata. E lo sta facendo in Italia, nazione che non rappresenta certo l’eden per chi vuole investire. Per ultime mi sono lasciato le due questioni più spinose e sulle quali il pensiero comune è meno allineato: lo spostamento della sede legale/fiscale e le condizioni della Scuderia Ferrari.

Per il primo tema richiamo la considerazione precedente e dico serenamente che il nostro paese non fornisce gli strumenti adatti per la gestione di un’impresa. Lo dimostrano tante statistiche ed ancor più testimonianze. La decisione assunta dai vertici del gruppo è certamente antipopolare, ma esprime e rispecchia un’ambizione che fino ad alcuni anni fa non era così marcata. Non dobbiamo sentirci traditi o presi in giro, anzi; questa scelta dimostra che il gruppo vuole mettersi nelle migliori condizioni per svolgere la sua attività. Su Ferrari. Il marchio è in salute sfreccia da un record all’altro, ma Fernando Alonso e Kimi Raikkonen hanno portato a termine un campionato fra i più avari di soddisfazioni della storia recente. Per questo motivo ritengo che l’allontanamento di Montezemolo sia salutare.

Ovviamente lo ricorderò e lo ricorderemo con affetto, lo ringrazierò e lo ringrazieremo per tutte le emozioni che la sua gestione ha suscitato in noi, però un segno di discontinuità era fondamentale per riportare il Cavallino alle posizione che gli competono. Il regolamento tecnico, per com’era strutturato fino a qualche settimana fa, assegnava un ruolo fondamentale alla stagione 2014: qui venivano gettate le fondamenta a livello tecnico per i campionati successivi, dal momento che l’impostazione dei motori veniva congelata. Purtroppo gli errori commessi obbligano la Scuderia ad una stagione 2015 sulla difensiva, giacché sarebbe miracoloso recuperare tutto lo svantaggio in pochi mesi. Ferrari aveva bisogno di novità, dopo tanti successi e qualche delusione.

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