Negli Stati Uniti le autorità hanno distrutto una Mini di prima generazione

Un concessionario del New Jersey ha in vendita una Mini di prima generazione, descritta come del 1988 nonostante risalga al 2000. E’ stata distrutta.

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I dirigenti dell’ente federale Customs and Border Protection hanno organizzato una spettacolare operazione con la quale mettere in guardia chi pensa di importare negli Stati Uniti una vettura non conforme alle regole in materia di omologazione. Vittima è quella che sembra essere una Mini Final Edition, risalente al 2000 ma ‘spacciata’ per esemplare del 1988. L’automobile si trovava presso un concessionario di Plumsted Township, in New Jersey.

Gli ispettori hanno riscontrato una lunga serie di anomalie e per questo motivo hanno spedito l’utilitaria dal demolitore: l'utilitaria adotta un motore diverso da quello previsto sugli esemplari risalenti effettivamente al 1988, nel quadro strumenti è presente la spia dell’airbag ed il numero di telaio riconduce ad un esemplare con guida a destra, ma volante e pedaliera si trovano sul lato opposto. Gli agenti hanno pertanto smascherato la truffa: la Mini risale al 2000, ma era venduta come un esemplare del 1988.

Il perché di tale macchinazione è presto spiegato: negli Stati Uniti le Mini originali hanno guadagnato in valore e significato dopo l’arrivo della Mini firmata BMW, motivo per cui alcuni esemplari sono quotati 20.000 dollari (ma si possono raggiungere i 30.000 dollari vendendo i pezzi singoli). La legge statunitense autorizza la presenza sul territorio di automobili ritenute storiche, ma questo traguardo si raggiunge 25 anni dopo l’introduzione sul mercato. L’automobile è stata demolita, come già capitato nei mesi scorsi ad una Land Rover Defender. Anche il fuoristrada scontò il fatto di essere troppo recente per essere considerato storico.

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