Rubrica Amarcord: Autobianchi A112, utilitaria dalle sette vite

Autobianchi A112

E’ in continua crescita il numero delle persone che per muoversi nel caotico traffico quotidiano sceglie vetture piccole, agili e facili da posteggiare. Fra le prime auto appartenenti a questa categoria troviamo la protagonista odierna della nostra Rubrica Amarcord: l'Autobianchi A112. Come al solito, se volete partecipare anche voi a questa piccola macchina del tempo, inviateci i vostri scatti ed i vostri ricordi all'indirizzo suggerimenti@autoblog.it con oggetto email "Rubrica Amarcord". Non importa marca o modello ma il "cuore" con il quale scriverete.

Torniamo alla nostra A112: presentata al Salone di Torino nel 1969 e commercializzata pochi mesi dopo, la citycar che evade dai classici schemi costruttivi delle utilitarie prodotte in quegli anni adotta sia la trazione sia il motore all’anteriore. Quest'ultimo, un 903 cc quattro cilindri con una potenza di 44 CV, è associato a un cambio manuale a quattro marce e raggiunge una velocità massima di circa 140 Km/h. Le sospensioni seguono lo schema a quattro ruote indipendenti, con anteriori Mc Pherson e posteriori a balestra trasversale. L'impianto frenante, privo di servofreno, è di tipo misto (dischi davanti e tamburi dietro) e adotta un freno a mano che agisce sulle ruote anteriori. Il serbatoio ha una capienza di 30 litri mentre il bagagliaio ha una capacità di 180 litri.

Il design trova nella fiancata corta e nella coda a diedro i suoi elementi caratteristici. All'interno il cruscotto è formato da due strumenti circolari: quello di sinistra ospita il tachimetro, il contachilometri totale e alcune spie, mentre quello di destra presenta il termometro del liquido di raffreddamento e l'indicatore di carburante con la spia della riserva. La dotazione di serie comprende inoltre alette parasole imbottite, vetri posteriori apribili a compasso, specchietto retrovisore con scatto antiabbagliante e schienali dei sedili anteriori regolabili.

Autobianchi A112
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Nel 1971 la gamma si amplia con l’arrivo delle versioni Elegant (E) e Abarth. La A112 E oltre ad avere finiture maggiormente, differisce dalla normale per la verniciatura bicolore e per la targhetta d'identificazione posteriore. La A112 Abarth, costruita con la collaborazione di Carlo Abarth, è disponibile nella sola colorazione rossa, con il cofano motore, i passaruota, i sottoporta e la fascia posteriore tra i gruppi ottici di colore nero. Gli interni si contraddistinguono per i sedili anteriori sportivi e una ricca strumentazione composta da tachimetro, indicatore livello benzina, termometro acqua, contagiri e tre strumenti supplementari (voltmetro, termometro olio, manometro olio). Grazie alla cilindrata maggiorata a 982 cc, il motore sviluppa 58 CV e raggiungere i 150 Km/h. Il cambio è manuale a quattro marce e l'impianto frenante è potenziato dall'installazione del servofreno.

Al Salone di Ginevra del 1973 viene presentata la seconda serie, riconoscibile per alcune migliorie alla plancia e ai sedili oltre che per delle novità che riguardano i cerchi, la calandra, i paraurti. Le versioni disponibili sono tre: Normale, Elegant e Abarth. La potenza del motore utilizzato per la Normale e l’Elegant è ora di 47 CV. Due anni più tardi nasce la terza serie, caratterizzata ancora dalle tre versioni già note al pubblico. Questa generazione si caratterizza esternamente per i gruppi ottici posteriori più grandi che incorporano (nelle versioni Elegant e Abarth) le luci di retromarcia. L’Abarth della terza serie si può equipaggiare con due differenti motori: il primo è lo stesso 982 cc da 58 CV (che uscirà di produzione nel 1976) della versione precedente, mentre il secondo è un 1050 cc da 70 CV, in grado di toccare i 160 Km/h. Nel 1975 invece il propulsore della versione Normale viene depotenziato da 47 a 42 CV.

Autobianchi A112
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Nel 1978, in seguito a un importante restyling, viene commercializzata la quarta serie. Le principali modifiche estetiche riguardano la mascherina anteriore, i fari posteriori, i fascioni paracolpi laterali e l’impiego d’inediti paraurti. La gamma è ancora costituita dalle solite tre versioni; l’unica differenza si trova nella Elegant che adotta un nuovo motore, derivato dal motore di 903 cc, con cilindrata aumentata a 965 cc e potenza massima di 48 CV.

Due anni dopo l'Autobianchi presenta la quinta serie della A112. Esteticamente presenta nuovi gruppi ottici posteriori che comprendono anche i fari retronebbia. Anteriormente cambia la calandra, mentre lungo le fiancate troviamo nuovi paracolpi laterali; lo specchietto retrovisore esterno si può regolare dall'interno. La gamma della quinta serie è composta dalle storiche versioni Elegant e Abarth alle quali si affiancano la Junior (equipaggiata con il classico 903 cc) e l’Elite, che ha lo stesso motore della Elegant ma ha di serie il cambio a cinque rapporti.

Nel 1982 debutta al Salone di Parigi la sesta serie, con una serie di novità che riguardano i paracolpi in resina, la mascherina anteriore, i gruppi ottici posteriori, la fascia paracolpi laterale e i cerchi. Sparisce dalla gamma l’Elegant e nasce la versione LX. L’Elite e la LX adottano lo stesso motore, ma quest'ultima ha una dotazione di serie più ricca. Inoltre, tutte le versioni possono avere a richiesta il tetto apribile. Nel 1984 debutta la settima e ultima serie, che differisce dalla precedente solamente per alcuni piccoli dettagli.

Autobianchi A112
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Al Salone di Ginevra del 1985 l'Autobianchi presenta l’Y10, erede della A112, che non sparisce dai listini e sopravvive (ancora per un anno) nella sola versione Junior. Dopo diciassette anni di onorata carriera e 1.300.000 esemplari prodotti cessa definitivamente la produzione.

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