Ferrari 250 GTO: restaurato l'esemplare incidentato nel 2012

I tecnici del reparto Ferrari Classiche hanno di recente ultimato il restauro della 250 GTO incidentata nel 2012. L'auto venne colorata di giallo ed azzurro dopo essere finita nel garage di un pilota svedese.

Il restauro di una Ferrari 250 GTO

Nel luglio 2012 suscitò preoccupazione e curiosità la notizia legata all’incidente di una Ferrari 250 GTO del 1962. La sportiva del Cavallino era diretta verso il circuito di Le Mans, dove avrebbe partecipato ai festeggiamenti organizzati per celebrare i 50 anni del modello. Il suo cammino venne interrotto a Blois: qui la 250 GTO urtò un furgoncino Hyundai e fu costretta ad alzare bandiera bianca, suscitando rabbia ed amarezza in tutti noi amanti delle automobili. Di quell’incidente parlò anche il New York Times, ma nessuno riuscì a scattare o ad ottenere una fotografia della vettura danneggiata.

Torniamo a parlare di quell’automobile perché Motor Authority ci mostra oggi alcune immagini a restauro concluso. La Ferrari è di proprietà del collezionista statunitense Christopher Cox, che nell’occasione non riportò alcuna ferita. Non altrettanto fortunata si rivelò la sua automobile, anche se i danni riportati alla sezione anteriore non dovrebbero aver intaccato la meccanica. La 250 GTO – il suo numero di telaio è 3445 – venne immediatamente spedita a Maranello e qui fu presa in cura dai tecnici del reparto Ferrari Classiche, che non hanno tuttavia ripristinato la livrea originale con cui l’automobile fu consegnata nel 1962 all’editore Luciano Conti.

Questi la vendette circa un anno dopo al conte Giovanni Volpi di Misurata. L’auto iniziò poi un lungo peregrinare, che l’avrebbe portata anche nel garage del pilota svedese Ulf Norinder. Norinder fu costretto a soddisfare le norme imposte dal regolamento vigente ed assegnò alla vettura i colori della bandiera nazionale per cui avrebbe corso, sostituendo il rosso con il giallo e con l’azzurro. La valutazione dell’esemplare è sconosciuta, ma l’ultimo fu venduto per oltre 38 milioni di euro.

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