E' terminato lo scavo del secondo tunnel del Frejus

Ieri mattina è giunta a destinazione la talpa incaricata di scavare la seconda galleria del Frejus. Il secondo tunnel verrà aperto al traffico nel 2019.

Lo scavo del secondo tunnel del Frejus

Alle 11.36 di ieri mattina (lunedì 17 novembre) è caduta l’ultima paratia di quella che diventerà la seconda galleria del tunnel autostradale del Frejus, ovvero il traforo che unisce la città piemontese di Bardonecchia a Modane (Francia). Il corridoio rappresenta uno dei principali collegamenti transalpini fra Francia e Italia. La galleria misura in totale 12,870 km (6.8 km in Italia) ed è stata inaugurata il 12 luglio 1980, mentre i lavori di raddoppio sono iniziati nel luglio 2011. Il tunnel resta a doppio senso di marcia e soddisfa così l’intenzione di separare i flussi di traffico, mentre il numero di automobili in transito resterà grossomodo invariato. Repubblica scrive che

la galleria dispone di due corsie e si tratterà di capire se in futuro quella di emergenza verrà trasformata in seconda corsia di scorrimento

D’ogni modo la seconda canna non entrerà in funzione prima del 2019, dal momento che i lavori per metterla in esercizio richiedono ancora tre anni abbondanti: ad oggi vanno ancora appaltati i lavori per l’allestimento degli impianti, che dovrebbero comportare una spesa (già deliberata) pari a 204 milioni di euro. A questi vanno aggiunti i 102 milioni spesi per le opere civili. E’ inusuale sottolineare che la SITAF (Società Italiana per il Traforo Autostradale del Fréjus) ha speso 16 milioni e 189 mila euro a chilometro, cifra nettamente inferiore di quella investita dall’omologa società francese: i nostri cugini hanno speso 24,325 milioni al chilometro, per un totale di circa 156 milioni di euro.

La talpa incaricata degli scavi ha impiegato

580 giorni per togliere alla montagna i 6495 metri di competenza francese. Poi la Tbm (il tipo di fresa meccanica, nda) non si è fermata ed ha continuato a scavare verso l’Italia. Alla fine ci sono voluti 504 giorni per coprire i restanti 6353 metri. La seconda galleria corre parallela a quella già in esercizio e ad essa sarà unita da una serie di rami di collegamento in cui sono situati gli impianti e i rifugi di emergenza. Dopo l’abbattimento dell’ultimo diaframma, la Tbm sarà trasferita ora sul piazzale di Bardonecchia entro una quindicina di giorni per essere smontata. Un’operazione che dovrebbe essere completata in 3 mesi

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