Con il car sharing si può rinunciare alla seconda auto di famiglia?

L’Unione nazionale consumatori si (e ci) pone un interrogativo: i servizi di car sharing posso evitare ad un famiglia il possesso della seconda auto?

Carsharing a Milano: il confronto tra Car2Go ed Enjoy

Avete mai calcolato la spesa annua legata al possesso ed alla manutenzione di un’automobile? No? Immaginiamo quindi che non abbiate nemmeno provato a raffrontare i costi necessari per permettersi una vettura di proprietà con quelli di uno fra i vari servizi di car sharing. L’Unione nazionale consumatori ha impugnato la calcolatrice e fornisce alcune risposte, nel tentativo di scoprire se le vetture in condivisione possano rivelarsi una soluzione efficace per rinunciare alla seconda auto. L’esperimento è stato condotto a Milano.

L’utilizzo poco intensivo di un’automobile privata determina un costo annuo di circa 2.418 euro l’anno, cifra nella quale sono inclusi anche 690 euro per l’accesso all’Area C e 552 euro per la sosta. I 2.418 euro sono il risultato di 138 spostamenti, ovvero 3 alla settimana per 46 settimane – non viene purtroppo specificato il chilometraggio. E servendosi del car sharing? Sul Corriere della Sera leggiamo che per la stessa frequenza di spostamenti

la spesa varia da 538 a 1.219 euro l’anno, considerando un uso ottimale, cioè senza includere i costi della sosta. I dati dimostrano che il car sharing può essere vantaggioso se usato al posto della seconda auto (quindi conteggiando anche la sosta, con la comodità di fare il viaggio di ritorno con la stessa vettura), perché il costo/anno varia da 1.653 a 5.332 euro

D’ogni modo l’Unione nazionale consumatori precisa che le tariffe dei vari servizi di car sharing non risultano ancora competitive, nemmeno quando vengono presi in analisi i costi relativi alla prima auto. I milanesi in questo caso devono sborsare in media 4.690 euro l’anno, ma noleggiare una vettura senza aver prima sottoscritto alcun abbonamento costa all’anno fra gli 11.270 euro ed i 13.800 euro (cifra ottenuta su 230 giorni lavorativi).

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