Divieto di guida in Arabia: secondo uno storico alle occidentali non importa essere stuprate in strada

L'invettiva di Saleh al-Saadoon è rivolta alle donne libere di guidare, diritto non previsto in Arabia Saudita.

Sta suscitando critiche feroci la tesi sostenuta da Saleh al-Saadoon, studioso saudita, convinto che alle donne occidentali “non importa di venire violentate a lato della strada”. al-Saadoon ha formulato questa censurabile teoria nel corso di un dibattito televisivo, organizzato dalla tv Rotana Khalijiyya per discutere in merito ad una questione che in Arabia Saudita va considerata d’attualità: alle donne saudite è infatti proibito guidare da sole un’automobile.

Alle donne europee e statunitensi non importa di venire violentate a lato della strada. Ma a noi si. Nel nostro caso si pone un problema di natura sociale e religiosa

Le parole dell’uomo hanno suscitato la reazione della conduttrice, icredula nel sentire tali parole. al-Saadoon si è poi rivolto agli ospiti in studio, anch’essi basiti.

Dovrebbero ascoltarmi ed abituarsi a quello che la società pensa

al-Saadoon ha poi cercato di ammorbidire i toni, sostenendo che le donne sono trattate in Arabia Saudita come delle regine: questo perché hanno sempre un autista a disposizione, che sia un componente maschile della famiglia oppure uno chauffeur. La reazione della conduttrice è stata immediata: non pensa – la sua obiezione – che gli autisti potrebbero abusare delle donne che trasportano? Lo studioso ha rincarato la dose.

C’è una soluzione, ma le autorità e gli organi religiosi rifiutano di ascoltarla. La soluzione è assumere autisti donna dall’estero per trasportare le nostre mogli

In Arabia Saudita le donne potranno finalmente guidare da sole? - 09/11/2014

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L’Arabia Saudita potrebbe riformare la legge che vieta alle donne di guidare un’automobile quando non sono accompagnate da un uomo. Lo rivela il The Telegraph, che cita un membro del consiglio consultivo dell’apparato di governo. Lo stato mediorientale è amministrato da una monarchia assoluta ed è l’unico paese al mondo – come scrive Il Fatto Quotidiano – in cui

le donne possono acquistare un’automobile ma non possono guidarla da sole. Il divieto non ha una base legale né religiosa ma è stato introdotto nel 1990 per ossequio alla tradizione ed è tuttora difeso dalle autorità con la giustificazione che è la società che lo vuole. […] Ogni giorno una donna, se vuole spostarsi con la sua automobile dal punto A al punto B, deve chiedere a un parente di accompagnarla oppure assoldare un autista

Lo Shura Council sta lavorando per ammorbidire gli attuali divieti e per fornire alle donne una maggiore autonomia, anche se verrà loro chiesto di rispettare determinati obblighi: potranno guidare solo le donne di età superiore a 30 anni, non truccate, vestite in maniera sobria ed a patto che il marito o il padre non glielo proibiscano. Il permesso sarebbe comunque limitato a determinate fasce orarie: dalle 12 alle 20 il giovedì ed il venerdì, dalle 7 alle 20 tutti gli altri giorni.

Le donne possono guidare da sole esclusivamente in città, ma se vogliono recarsi più lontano devono essere accompagnate da un uomo della cerchia famigliare. Il concilio sta inoltre lavorando per creare il female traffic department, incaricato di multare chi trasgredisce e di fornire un servizio d’assistenza qualora l’automobile guidata da una donna si rompesse o fornisse altri problemi, così da evitare contatti fra donne in difficoltà ed automobilisti che magari vogliono fornire assistenza. La proposta è stata formulata durante un’assemblea organizzata ad ottobre. Non è chiaro se e quando verrà messa in pratica.

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