Lotec C1000 su Ebay

Qualche bislacco afferma che ci sia chi riesce a correre più veloce della luce (circa 300.000 km al secondo): questo soggetto sarebbe il pensiero. Perché? Molto banalmente: perché termina nel momento in cui comincia. Facciamo un passo indietro agli anni Novanta: chi non ricorda i primi tentativi di produrre automobili con tanti di quei cavalli

di Ruggeri


Qualche bislacco afferma che ci sia chi riesce a correre più veloce della luce (circa 300.000 km al secondo): questo soggetto sarebbe il pensiero. Perché? Molto banalmente: perché termina nel momento in cui comincia.

Facciamo un passo indietro agli anni Novanta: chi non ricorda i primi tentativi di produrre automobili con tanti di quei cavalli da provocare la nausea? Con velocità tali da sembrare veri e propri “gesti dell’ombrello” (ci si perdoni il termine piuttosto forte) alle leggi della fisica? E chi se non i tedeschi, allora, erano implicati in queste operazioni al limite del comico? D’altronde “loro” possono: sulle autostrade tedesche, in certi punti, puoi anche andare a 1000 orari e la tua unica preoccupazione è solo di sincerarti “prima” (giusto in quei uno o due centesimi di secondo di tempo) che quello nella corsia centrale, qualche centinaio di metri più avanti, non abbia già azionato la freccia a sinistra per lanciarsi in un sorpasso…

Nella tranquilla campagna non lontano da Monaco di Baviera “vive” e “lavora” ancora oggi la LOTEC, sincero, genuino e onesto campione del tuning. Vi proponiamo un esercizio: facciamo una bel test di accelerazione del vostro pensiero.

Vi ricordate la C1000? Ebbene, troppo tardi: mentre le vostre sinapsi materializzavano nella mente l’immagine di ques’auto, un pilota avrebbe potuto “scendere” in una C1000, chiudere la portiera, cercare di sistemarsi nel sedile a guscio, agganciarsi le cinture, fare un minimo calcolo degli ingombri, sbadigliare (è un collaudatore!), mettere in moto, partire e “sfondare” i 300 km/h.

Prodotta nel 1995 in collaborazione con Mercedes, per qualche tempo si propose come la più estrema delle auto sportive del pianeta: equipaggiata con un 8 cilindri a V di 5,6 litri di derivazione Mercedes, aveva ricevuto in regalo due turbocompressori per ottenere una potenza massima di 1.000 Cv. L’auto dichiarava un’accelerazione da 0 a 100 in 3″2, da 0 a 200 in 8″08 e una velocità massima (sarebbe interessante sapere dove si riuscì a misurarla!) di oltre 430 km/h. Si racconta, in proposito, come sul circuito austriaco di Zeltweg i prototipi non riuscissero a reggere una coppia massima nell’ordine dei 1.300 Nm e facessero, letteralmente, una “minestra” della trasmissione.
Naturalmente, tutto questo poteva avvenire non senza una logica. La C1000, infatti, era stata costruita basandosi su una tecnologia particolarmente raffinata: telaio tubolare ad alta resistenza, carrozzeria in fibra di carbonio, aerodinamica molto accurata, cambio da competizione, freni da corsa.
Su Ebay è comparsa un’asta di vendita di un esemplare: la richiesta iniziale è di 350.000 dollari, tuttosommato un prezzo onesto considerato che nuova ne costava 2 milioni. Potrebbe essere davvero un buon affare e non si dimentichi di quanto afferma l’inserizionista: la vettura è l’unica esistente (ed effettivamente non è dato sapere con precisione quante ne siano state costruite complessivamente).

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